sabato 25 dicembre 2010
giovedì 23 dicembre 2010
CIAO SIMBA
oggi hai raggiunto il tuo amico Reciu
Spero che possiate divertirvi nel Paradiso dei Gatti.
Ulcy
lunedì 29 novembre 2010
TANTO ZUCCHERO
Domani siamo a dieci mesi.
Sei uno gnometto cicciottone, tutto da mangiare, soprattutto le guanciotte.
E poi sei simpatico, sorridi sempre, e sei una favola quando ci regali le tue meravigliose risate a crepapelle.
Ci divertiamo tantissimo a farti il solletico sulle cosciotte (uguale a tua mamma, sigh), a morsicarti l'alluce e a mordicchiarti sotto il mento perchè scatta automatica la risatona!
Ogni giorno fai una nuova scoperta: ormai stai seduto benissimo, rotoli alla grande alla ricerca dei giochini, e con un piccolo aiutino riesci a metterti seduto da sdraiato. Non gattoni ancora, o meglio, hai elaborato un tuo personalissimo stile di gattonamento: alzi il culone e le braccia, ma non contemporaneamente, e per spostarti in avanti metti la mano destra in bocca, tiri una testata al tappetone e spingi in avanti il culone. Sei buffissimo. Credo che sia anche faticoso per te spostare i tuoi quasi undici chili!
Non vedi l'ora di camminare: nel lettino ti alzi aggrappandoti alle sbarre e adori stare in piedi.
E vogliamo parlare del vocabolario? Mamma, ba ba, bua bua, gu gu, ti ti, yheaaa, pua pua, eh, e tanto altro ancora. Ma il pezzo forte sono le pernacchie!!
Adori i telefoni: appena individui un cellulare o un cordless diventi matto, bisogna dartelo. Ed è del tutto inutile offrirti un vecchio telefono senza sim: se non vedi che si illumina non ti interessa.
Non fai in tempo a sederti sul divano con la mamma che già sei alla ricerca del telecomando: lo prendi e lo punti verso il televisore schiacciando tasti a caso.... e se per caso la tv non si accende ti lamenti con qualche grugnito.
Hai anche imparato a dare la pappa alla mamma, soprattutto i grissini; e se è vero che un grissino tira l'altro, potresti aspettare che la mamma finisca un grissino prima di buttarle in bocca l'altro? E poi, cucciolo mio, la carta non è buona da mangiare.
Ti piacciono le coccole, e piacciono tantissimo anche alla mamma e al papà. E' bellissimo tenerti in braccio e sbaciucchiarti tutto.
Una cortesia: cerca di non tirare troppo i capelli, soprattutto al papà, ne ha giusto due...
E la paperella? Dov'è la paperella? Appena entri nella vasca per il bagnetto la cerchi e ti diverti da matti. Adori l'acqua e non ti lamenti nemmeno se ti và negli occhi. Ti piace un sacco anche il phon.
Sei una favola.
E ogni giorno diventi più bello .
domenica 28 novembre 2010
QUANDO L'ORDINARIO DIVENTA STRAORDINARIO
mercoledì 24 novembre 2010
L'INIZIO DEL FILM
martedì 23 novembre 2010
NUOVO LOOK
Dopo un periodo di fiacca mi è venuta voglia di cambiare.
Così ho rinnovato un pò l'aspetto e ho aggiunto una nuova pagina con l'intento di raccontare espisodi buffi del mio quotidiano, vecchio e nuovo, e di aggiornarla di tanto in tanto.
Ho in mente anche di aggiungere altre pagine che per ora sono solo un'idea nella mia testa che spero di riuscire a concretizzare.
giovedì 18 novembre 2010
NO KIDS
Solo due brevi riflessioni.
Per carattere cerco sempre di ascoltare il pensiero degli altri senza giudicare e sforzandomi di comprenderne le motivazioni anche quando lontane dal mio sentire
I bambini fanno rumore, urlano, corrono. I bambini possono dare fastidio. A volte l'adulto stanco vuole solo un pò di tranquillità.
Nella mia vita da pendolare, dopo una giornata accanto ad adolescenti ormonalmente instabili, tremavo quando vedevo salire una scolaresca di cuccioli e cercavo di cambiare carrozza. Poi però mi intenerivo nel vederli prendere posto, sedersi in cinque o sei sul sedile da tre e mi perdevo dietro ai loro fantasmagorici ragionamenti.
D'altra parte gli adulti non disturbano mai. Nei ristoranti tengono spenti i cellulari, o comunque usano il silenzioso e si allontanano per telefonare, sui treni e sugli aerei leggono e chiacchierano educatamente a voce bassa, non sbraitano o ridono in maniera smodata, negli alberghi rispettano le ore dell'altrui riposo, negli ospedali sono attenti a non disturbare il vicino di letto dell'amico/parente ricoverato.
E' più facile vietare che spiegare a un bambino quale sia il modo corretto di comportarsi. Un bel divieto e tutto si aggiusta. Tanto i bambini sono di gomma. Se si fanno male poi passa subito.
Allora perchè mi fa ancora male?
Avevo sette anni, la mia sorellina di tre anni e mezzo era ricoverata da qualche giorno per un problema che non capivo bene, la mamma era con lei, ero un pò spaventata anche se il papà e la nonna mi tranquillizzavano. Finalmente posso vederle, la piccola sta meglio. Vado in ospedale con il papà e la zia.
"Devi fare la brava, non si può parlare forte e correre in ospedale, mi raccomando". "Va bene papà".
Arriviamo in portineria.
"Quanti anni ha la bambina? Sette? No no, fino a dieci non possono entrare."
Sono rimasta in portineria con la zia.
Non ho pianto perchè dovevo essere forte, il papà era già preoccupato per la sorellina...ricordo ancora adesso il grande senso di vuoto e inadeguatezza che ho provato, era come se avessi qualcosa di sbagliato. "Ma perchè? Cosa faccio di male? Non corro, giuro, non urlo, lo so che devo fare la brava. Voglio solo vedere la mia mamma e la mia sorellina".
I bambini, tra le altre cose, sono pefettamente in grado di capire.
mercoledì 3 novembre 2010
ALTRO DI ME
1) Quando le maestre, le prof e i parenti domandavano "E tu, cosa vorresti fare da grande?" cosa rispondevate? Cosa avete sognato più e più volte di fare? Quanti mestieri? Quanti sogni?
In ordine cronologico: la suora missionaria (prima di conoscere il Papi), il medico, il commercialista, la giornalista, la ricercatrice unversitaria, la cantante, la prof.... e in ogni tempo e in ogni luogo la Mamma.
2)Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli? Con quali giochi vi divertivate?
Candy candy, , Creamy ....che cartoni sdolcinati,mi rendo conto solo ora. Mi sa che sono quelli che mi hanno rovinato...hi hi. A mia discolpa però devo dire che mi piacevano molto anche Occhi di gatto e Pollon.
E giocavo molto con mia sorella alle Barbie.
3)Indicate il vostro compleanno più bello e perché.
Non ho mai amato molto i compleanni, forse perchè mi intimidisco molto quando sono al centro dell'attenzione. Bella la festa dei 18 anni, per tanti motivi: le coccole col Papi sull'amaca, i regali ricevuti dai miei più cari amici, di cui uno riscoperto proprio qualche giorno fà, il fatto di diventare Grande...
4) Quali sono le cose che volevate fare e non avete ancora fatto?
Anch'io come Oh mamma avrei voluto scrivere un romanzo. Mi piacerebbe visitare New York, partecipare come volontaria ad una missione in Africa per qualche tempo, imparare a ballare bene bene bene, cantare/suonare da solista davanti a un pubblico molto numeroso (tipo a San siro)
5) Ai tempi quale fu la vostra prima passione sportiva e non?
Sicuramente la musica....sport, non mi ha mai appassionato molto, diciamo nuoto e karate (sono arrivata fino alla cintura arancione, wow)
6) La cosa più bella chiesta da piccini a Babbo Natale.
La sorellina
7) Il vostro primo idolo musicale.
Cristina D'Avena...hi hi. Eros Ramazzotti (ora mi annoia), Bon jovi, Aerosmith.
Rilancio la palla a chiunque voglia raccontarsi un pò!
mercoledì 20 ottobre 2010
lunedì 18 ottobre 2010
SULL'ONDA DEI RICORDI
Grembiule a quadrettoni rosso e bianco che avvolge la mia mamma e il suo bel pancione. La mamma pulisce il balcone.
“Quando aiiva la soellina?”
“Presto, presto.”
Era l'anno 1978, non si usavano ancora le ecografie, il sesso dei bambini si scopriva con il parto.
Ma io lo sapevo.
19 ottobre 1978
“Drin, Driin Driin....”
“Ponto?! Chi è?”
“Un'altra femmina”
“Nonna, un'alta femmina”
“Ohhhh, passamelo, passamelo”
Io lo sapevo. Lo volevo con tutta me stessa. Una sorellina.
Adesso ero la sorella maggiore.
C'era questo scricciolino piccolo piccolo di cui mi dovevo occupare insieme alla mamma.
Per cominciare, operazione eliminazione ciuccio, poco adatto ad una sorella maggiore: lancio del ciuccio dal balcone.
E poi farla giocare, proteggerla, farla sentire bene.
Inventarsi storie di folletti che ci avrebbero portato in un mondo fatato, e mostrarle i folletti con le ombre cinesi. E crescere insieme a lei, senza più sentirsi sola.
E scoprire presto che Babbo Natale non esiste (grazie alla cara vicina) ma, responsabilmente, farle credere nella magia del Natale compartecipando con la mamma alla scelta e alla mimetizzazione dei regali.
E stare bene con lei. E vederla diventare grande. Grande ma sempre piccola, sempre la mia sorellina. E diventare adulte, complici, amiche. Ma sentire sempre il ruolo della sorella maggiore con la mission di farla stare bene. E sentirsi bene nel vederla sorridere, con quel sorriso bellissimo che tanto somiglia a quello del mio cucciolo, e con quelle risate da non riuscire a fermarsi. E sentirsi morire nel vederla stare male, con gli occhi spenti e il viso tirato.
E sentirsi impotente. A poco servono storie di folletti e mondi incantati.
E serve a poco ricordarle di guardarsi indietro e vedere tutto quello che ha fatto, dalla laurea a pieni voti alla estrema professionalità nel lavoro, dalla generosità nelle amicizie alla capacità di regalare sempre un sorriso a chiunque, tranne a sé stessa. Pretendere, solo pretendere da sé stessa. Non accettare un errore, una piccola sbavatura in qualsiasi ambito, dal lavoro, alla gestione della casa, ai rapporti familiari e d'amicizia. La perfezione o niente. E permettere a chiunque di farla sentire sempre un gradino sotto. E stimarsi poco. E accumulare tensioni, ansie. E non sentirsi felici. E veder tutto nero e non apprezzare più tutte le cose preziose che la circondano.Non le vede ma ci sono. Io lo so.
Il lavoro più difficile è la ricerca della felicità. Ma guai a rinunciarvi. Queste parole mi aiutano a spiegarlo. “
Auguri di buon compleanno sorellina.
Ti voglio bene. Immensamente.
lunedì 11 ottobre 2010
VERY NICE
5:55 Driiin
6:00 Driiiiiiiiiiiin!!!!
Sveglia e caffè
Doccia e bidet
Presto che perdo il tren
Seduta con le mani in mano sopra una panchina fredda del metro sei li' che aspetti quello delle sei e quarantotto chiusa dentro il tuo paletot
Treno delle 6:48 in ritardo di 30 minuti è in arrivo sul primo binario Treno per Milano sul primo binario.
O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d'ora e piscinina, ti te dominet Milan sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man...
DOPO LA CURA
7:30 Driin
Ancora cinque minnuti
Ma ma ma, ta ta taaa, yeeaa
Vieni Campione, due coccole nel lettone
Bibe e Caffè,
Doccia e Bidet
fretta non c'è..
9:00
Si chiude casa, saluti al cagnolone, si esce col passeggino
9:07
Si arriva in Ufficio
Campione con nonna.
Tragitto Ulcy-Campione: apri la porta dell'ufficio e sei arrivato.
VERY NICE
P.S. Oltre tutto il tipo di lavoro mi piace.
giovedì 16 settembre 2010
IL BRACCIALETTO DELLA CICCIA
Bella giornata di sole ma non caldo torrido. Passeggio fiera col mio Campione in braccio lungo la passerella, direzione bar.
Sorrisi e saluti dei vacanzieri che si incrociano lungo la strada.
Poi una perfetta sconosciuta ci ferma. Ma che bello!!! Quanto tempo ha? Solo sette mesi?!! Sembra più grande!
Che spettacolo. Ha anche il braccialetto della ciccia!!!
Piccolo Campione! Con tutte le sue pieghe di ciccia. Torno in direzione mare, passeggio coi piedi nell'acqua e il Campione si addormenta col suo bel braccialetto avvinghiato alle mie spalle. Sensazione bellissima.
Così era la nostra giornata tipo in spiaggia.
martedì 24 agosto 2010
NON POSSO, HA BISOGNO DI ME
Mi sveglio. Tunf. Ci risiamo, ho mangiato male (una pizza lievitata poco) e faccio brutti sogni e tornano le Extrasistole (un ricordino post ablazione). Va bè, passeranno come al solito.
Mi rimetto a dormire.
Tunf. Che palle, stai calma, passeranno e sai che non sono pericolose. Non puoi permetterti di stare male, devi occuparti del campione.
Però non passano. E diversamente dal solito durano per più di 24 ore. La notte successiva non dormo, cerco di non svegliare il papi che mi ha già sopportato giù di tono per tutto il giorno. Penso al campione e mi viene da piangere. Perchè non sono forte da farmele passare e perchè anche se razionalmente so che non è nulla mi lascio prendere dall'ansia? Il mio piccolo non può stare senza di me. Ha bisogno di me, di me in forma, non mezza inebetita. La mattina mando il papi a lavorare e chiamo mia mamma perchè mi aiuti col campione vista la notte in bianco. Mio papà (il portatore del gene ulcy) mi vuole portare al pronto soccorso. Non serve, lo so per certo. Quando ben mi fanno l'elettrocardiogramma e rilevano le extrasistole al massimo mi danno un calmante. Devono passare da sole. Così vado dal mio medico per un consiglio. Mi conosce bene, sa come sono e ha ben presente il mio curriculum. Decidiamo insieme la "terapia". Qualche goccia contro l'ansia che calma le extrasistole, contro cui non c'è terapia. Almeno finchè non passa questo caldo...Di nuovo schiava dei farmaci? No, non ci sto!
Però ora devo essere in forma che parto per il mare col campione. Le prendo per qualche giorno poi smetto. Per forza. Il campione ha bisogno di me.
Comunque oggi sto bene.
venerdì 30 luglio 2010
SEI MESI
lunedì 19 luglio 2010
C'E' CHI STA PEGGIO
E' giovane, ha solo 51 anni ma da quando ne ha 27 è malata.
Sclerosi multipla, nella versione lenta e progressiva.
Ho pochi ricordi di lei in forma.
Ha cominciato a zoppicare, poi si è servita del tutore, poi carrozzina. Ora anche il braccio sinistro comincia a dare segni di cedimento. Anche la vista è scarsa e la memoria ogni tanto sembra vacillare, soprattutto in merito al tempo che passa (forse perchè le sue giornate sono tutte ugualmente monotone così i giorni sembrano mesi e i mesi sembrano anni). Se viaggia sta male. Vive nel suo seminterrato vicino al lago ma non può nemmeno scendere a guardarlo. Per fortuna ha un buon marito, anche se poco presente per motivi di lavoro. Per fortuna vive nella stessa casa di suocera e cognata che, seppur coi loro limiti, la aiutano. Non ha figli, non sono arrivati. Ha perso la mamma improvvisamente a 12 anni (mia mamma ne aveva 18, è tornata a casa dopo una domenica con mio papà e ha trovato parato a lutto sulla porta di casa ...la nonna ne aveva 42...)
A 15 anni è rimasta sola con mio nonno (che, persa la moglie, si è sposato con la bottiglia) perchè mia mamma si è sposata ed è andata a vivere a una cinquantina di chilometri di distanza.
Venerdì telefona dicendo di non andare a trovarla nel week end perchè deve essere ricoverata per delle cure. Mia sorella le dice: "O zia mi dispiace, ce n'è sempre una".
La zia risponde: "Dai, c'è chi sta peggio"
...
lunedì 5 luglio 2010
COMPLEANNO
Coosa?
Esatto, Tre anni.
Anno di nascita?
1975
Laurea?
Matematica
Ma come hai preso la laurea, con i punti del Dash?
No no, me la sono sudata!
Non ho sbagliato a far di conto. Considero il 19 luglio il mio secondo compleanno: è il compleanno della mia nuova vita, la vita senza betabloccante, la vita senza il cuore matto, la vita senza TPSV (tachicardia parossistica sopraventricolare).
Si tratta di un disturbo non così infrequente nei giovani, disturbo non grave ma molto fastidioso dovuto a dei fasci elettrici in più sul cuore, che causano tachicardia improvvisa.
Ne ho sofferto fin dall'adolescenza, nel mio curriculum ho due ricoveri in terapia intensiva e molte corse al pronto soccorso.
Una pastiglietta (il betabloccante appunto) mi aiutava a tenere a freno i battiti.
Si guarisce? L'unico modo è quello di far sparire quei benedetti fasci in più. Come? Attraverso la tecnica di ablazione transcatetere (un sondino viene inserito nella gamba e fatto arrivare al cuore attraverso l'arteria femorale, quindi viene provocata la tachicardia per trovare i famosi fasci che, una volta individuati, vengono "bruciati" attraverso onde e.m. in radio frequenza).
Capirai, ho impiegato 12 anni a decidermi.
Perchè ho deciso di sottopormi all'intervento? Il betabloccante non si può assumere in gravidanza (o perlomeno, è preferibile non assumerlo).
E così, con la paura di lasciarci le penne (il rischio è bassissimo ma), il 19 luglio 2007 mi sono messa nelle mani degli aritmologi e Zac, via i fasci!
Ed ora sto bene. Mi sento libera di fare un viaggio senza il timore che il cuore inizi a correre, libera di fare una corsa senza paura di innescare la tachicardia, libera di lasciarmi andare in ogni situazione e ad ogni emozione.
Latente c'è sempre il dubbio: succederà ancora? In gravidanza ho avuto un paio di episodi di tachicardia, ma era una tachicardia sinusale cioè di un'altro tipo.
Meglio non pensarci: ora mi godo la mia vita da non cardiopatica.
E il merito è tutto del Campione: se non fosse stato per la sola idea di lui, mi sarei tenuta i miei fasci in più.
GRAZIE
domenica 4 luglio 2010
SENTI CHI PARLA ( Ante Meridiem)
Glu glu glu
Ops...
Glu glu glu
Dov'è la mia manina?
Prot prot
Ops...
La manina? Dov'è???
Glu glu glu
Ecco, finalmente, il mio pollice!
Ciups, ciups
Ho capito! Sono nella mia culla, è mattina e gnam gnam, ho tanta fame!
Sento una voce....Si! Che bello! E' la mia mamma che mi sta chiamando e mi guarda dall'alto. Smile, smile, smile!
Che bella che è la mia mamma, mi fà sempre tante coccole, è morbida e mi dà tanti bacini. Ora mi stiracchio, tiro le braccine, tendo e poi alzo le gambette e Prot prot
Ops...
Ecco che la mamma mi prende in braccio e si va sul fasciatoio.
Cambio, accidenti, che fresca l'acquetta! Arriva arriva...ops..pipì! Scusa mamma, non volevo. Ride, non sembra essersi arrabbiata, menomale.
Glu glu glu
Voglio il mio lattino!!!
E ora? Questo è il bavaglino...
Uè uè uè
Dove si va? Cucina, biberon e finalmente la pappa.
Ciups, ciups
Dieci minuti. No, è già finito? No ecco, ancora, ciups ciups, ma.... non esce niente?!?
Ho capito, è il ciuccio, la pappa è proprio finita. Va bè, sono sazio, posso accontentarmi.
La mamma mi porta sul divano, mi siede e mi mostra il mio libro del cucciolo (regalo dei bimbi in 3d) con le notizie fresche di giornata! Oggi il cagnolino ha rubato la palla del gattino. Ecco il bottone verde e "quante cose puoi contare, ogni giorno puoi imparare..."
Ma, sento un rumore...Chi è che fa casino? E' arrivata la nonna! Smile, smile, smile!
Che divertente che è la nonna, mi fa sempre tanti versetti. Ora sto un pò con lei intanto che la mamma si fà la doccia e altre cose che non ho ben capito.
Ecco, mi fà vedere un album.
Yeeee, Yeeee, Yeeee
Vocalizzi, la mamma dice che supero i 115 db, chissà cosa significa.
A proposito della mamma, eccola! Sempre più bella! Le gambette, perdo il controllo...si muovono tutte!
Ora chiacchierano, ho capito che parlano di me, tutti i giorni litigano per come vestirmi... e pensare che sto così bene nudo. Provo a dirglielo.
Yeee, Yeee, Yeeee
No, non capiscono niente. Mi lavano e mi vestono.
Che bello, si esce, passeggiata!
Fuori c'è Zeus, il mio amico cagnolone. E' un pò grosso ma mi fà sempre il solletico quando mi lecca i piedini.
Siamo in strada. Guardo un pò a destra, un pò sinistra, la mamma, la nonna, le piante, Yawn, una bici, Yawn, un cartello, Yawn, Yawn
Ronf, ronf.
P.S. Quello smile smile smile del mattino è meraviglioso! La mamma.
martedì 29 giugno 2010
SALA D'ATTESA
Va bè, mi metto in sala d'attesa aspettando che si apra presto la porta dei tempi migliori.
Secondo anno d'università. Arriva la naia. Tre mesi di CAR a Fossano con un paio di licenze (giuramento più una fuga da me di cui tuttora la suocera non è a conoscenza). Poi in Fanfara a Milano, molto vicino. Peccato che nei week end la Fanfara sia impegnata in manifestazioni e vedersi risulti ugualmente complicato.
Ancora sala d'attesa. Intanto che aspetto studio: un pò matematica, un pò armonia e storia della musica. Così non mi annoio.
Finisce la naia, il moroso trova lavoro a Milano, gli orari diurni cominciano ad essere fissi e finalmente la porta sembra aprirsi. Ma servono soldi. Così il moroso comincia a far fruttare l'esperienza maturata durante la sua pausa univesitaria in un negozio di informatica. E di notte si aggiustano PC. E la porta si apre quasi solo il sabato sera. Ma spesso si è troppo stanchi per uscire e si finisce per collassare davanti alla TV. Oppure il moroso suona il suo amato rhythm and blues con fan club ulcy e amici al seguito (papà ulcy pian piano si è abituato all'idea che la figlia non è più una bambina). Siamo comunque più sereni e la sala d'attesa rimane vuota più spesso.
Poi arriva la Old swing big band e ci si vede per prove e concerti: è bello suonare insieme.
Poi arriva la laurea, e a seguire il mio lavoro: gavetta in giro per un pò di scuole, collaborazioni con l'università, esercitazioni all'università, lezioni in scuole di recupero anni scolastici, ripetizioni a gogò. E il moroso che cambia un pò di lavori, e gli orari di nuovo scombinati. E di nuovo la sala d'attesa.
Poi stabilità lavorativa per entrambi, acque diurne più calme ma niente da fare per quelle notturne...il moroso sempre incasinato tra prove, lavori, collaborazioni con studi ecc...
Poco male, la porta sta per aprirsi definitivamente: matrimonio!
Finalmente ci si vede di più: le serate sono ancora incasinate ma almeno si cena insieme, si dorme insieme, la domenica si sta insieme salvo concerti.
Non voglio essere una moglie che tarpa le ali al marito e lascio che continui a coltivare le sue passioni musicali, anche se mi costano un pò di serate in solitudine.
Certo che a volte è dura, capitano settimane in cui: lunedì prova in big (e ci si vede), martedi prova di sezione in big per me, mercoledì prova di sezione in big per lui, giovedì marito dall'amico Berny per preparare un congresso, venerdì dall'amico A per aggiustare il PC, sabato concerto....ormai la poltrona in sala d'attesa ha preso proprio bene la forma delle mie chiappe. Menomale che c'è la domenica.
Succede che arriva quache soldino in più. Il marito può finalmente portare a casa la macchina dei suoi sogni. E può dare sfogo alla sua passione sportiva. Ecco che la domenica mattina dei mesi invernali c'è Monza (se la pista non è bagnata) e nei mesi estivi i concerti si alternano ai raduni automobilistici. Finchè posso lo seguo ma personalmente considero l'automobile solo un mezzo di trasporto e a volte preferisco starmene a casa.
Nel frattempo entrambi spesso ci ritroviamo in un'altra sala d'attesa: siamo insieme ma un pò tristi perchè vorremmo essere in tre. La porta si spalanca nel maggio del 2009 e il 30 gennaio 2010 arriva il Campione.
La nascita di un figlio ti cambia la vita, e questa è un'ovvietà. Si cerca se possibile di mantenere le proprie passioni, faticosamente coltivate negli anni. Ho smesso di suonare. Probabilmente è ancora troppo piccolo, magari tra qualche tempo ricomincerò. Sto pensando di cambiare lavoro per stare più vicina a mio figlio (non cambiare scuola, cambiare proprio tipo di lavoro). Sono mie scelte, assolutamente personali e non influenzate da nessuno. Sbaglio? Forse, ma mi basta guardare il Campione per capire che per ora è giusto così.
Sono contenta che il Papi suoni ancora. E mi fa piacere vederlo rilassato dopo un domenica al raduno vista la sua settimana lavorativa massacrante.
Però ogni tanto capita la settimana in sala d'attesa. Ed è dura.
E mi spiacerebbe lasciare troppo tempo su quelle sedie anche il Campione.
Però il Papi nei momenti importanti non è mai mancato, e so che sarà così anche per il Campione.
lunedì 7 giugno 2010
LAVORO E DINTORNI
In primis da qualche tempo ho un dolorino al fianco destro non meglio identificato che si accompagna a un pò di malessere diffuso e non ho voglia di fare (di nuovo) il giro di esami, dottori, ecografie ecc... Che palle.
In secundis ogni tanto affiora la casalinga frustrata che c'è in me e si dispiace per non riuscire a combinare niente in casa: tutti i lavori lasciati a metà o nemmeno cominciati. E si lamenta per la casa troppo grande (ma non è bellissimo avere tanto spazio e un bel giardino? mah, che desperate housewive).
E infine c'è il pensiero lavoro.
Rientrare o non rientrare? Questo è il problema.
Per ora sono a casa con la facoltativa con l'idea di rientrare a gennaio con un numero ridotto di classi. Ma ho un tarlo fisso: sarà la cosa giusta? E' quello che voglio?
Il problema non è il lavoro, insegnare è la mia vita, è quello che so fare e che mi piace fare. Non si tratta nemmeno dell'ambiente lavorativo. La mia scuola mi piace, è il mio habitat naturale. E' vero che lo stipendio non è il massimo, che le pretese della direzione sono alte ma le soddisfazioni ripagano di tutto.
La lontananza, il pendolarismo: ecco il problema.
Trenta chilometri non sono molti; per chi vive in "campagna", o meglio in provincia, come me è quasi d'obbligo spostarsi in città per lavorare. Persino il viaggio in treno somiglia alla gita dell'oratorio: ci si conosce tutti, ma proprio tutti. E si condivide lo stress del pendolarismo sdrammatizzando con due risate e con discorsi assolutamente futili. O incazzandosi per quell'unico posto a sedere libero che la saetta di turno è riuscita a conquistare.
Ma trenta chilometri lontano dal campione sono una distanza infinita. Quasi fatico a lasciarlo solo in cameretta mentre cerco di combinare qualcosa in casa. E se dovesse aver bisogno di me? Se si facesse male?
Lavorare ad esempio per 4 ore, che so 9-13, significherebbe: treno 7:47 all'andata, ( partenza da casa ore 7:30), treno 14:10 al ritorno con arrivo alle 15. Quindi per 4 ore di lavoro starei in ballo 7 ore e mezza. E questo nella giornata ideale senza riunioni, collegi docenti e corsi di aggiornamento e corsi di recupero: saranno dieci in un anno le giornate ideali. Poi una volta arrivata a casa dovrò ben far il bucato, due mestrieri, un risottino?!? E le coccole al campione? Quanto tempo? Mezzora al giorno risicata, forse neanche? Perchè poi ci sono i compiti da correggere (impossibile farlo in treno, in piedi, stipati, con l'ascella del vicino sotto il naso), le verifiche da preparare, i verbali delle innumerevoli riunioni. E questo per uno stipendio da quattro ore al giorno...Ne vale la pena?
Non riuscirei a lavorare serenamente e non potrei fare le cose come piace a me, studiandole e meditandole (sono pignola, precisa, proprio una matematica noiosa e puntigliosa) il che mi farebbe incazzare e non sarebbe giusto per gli studenti, per il preside, e per me stessa. Sarei frettolosa a casa e non dedicherei il tempo che si merita al mio campione. Devo pensarci bene. Una scuola a dieci munuti da casa sarebbe la soluzione ideale. Dovrei però entrare nel meraviglioso mondo degli insegnanti precari in attesa del ruolo e litigare ogni settembre in provveditorato per una cattedra di diritto. Che palle. Devo pensarci. In fretta. Non sono la stronza che si fa la facoltativa, si licenzia senza preavviso a metà anno scolastico lasciando nei casini la scuola (se ti licenzi entro l'anno del bambino prendi tot mesi di disoccupazione, suggeriscono le amiche). Sono una persona corretta. Per cui entro fine mese urge decidere cosa fare e parlare col preside. Che ansia.
Poi l'idea di licenziarmi adesso, di lasciare un lavoro a tempo indeterminato, (e persino in ambiente che mi piace) in questo momento di crisi, in cui c'è gente che deve fare i numeri per portare a casa due lire (anche le mie sono due lire, ma almeno sono certe) mi spaventa ancora di più. I prossimi saranno giorni di riflessione.
venerdì 4 giugno 2010
INCONTRARSI
Voglia di lavorare ai minimi storici. Dunque, in quinta verifica, in terza interrogazioni, e poi che palle, due ore con quei casinari di seconda. Sono già stanca. Almeno mi fossi seduta sul treno. Non sono nemmeno riuscita a infilarmi in carrozza. Eccomi quasi arrivata. Semaforo via Carducci angolo via De Amicis. Ops, ma quello? E' lui? Mi sa di si. Sicura? No, forse no. E' dal mio matrimonio che non lo vedo. Però gli somiglia. Mi avvicino. Si si, è proprio lui. Ciao! Stai andando al lavoro? Come stai? E a casa? Lei e i bimbi? Si, anche noi tutto bene. Sempre di corsa. Anche adesso. E infatti ci si saluta in fretta e si va.
E' già passato un secolo anche da quella mattina.
E forse un millennio da un week end estivo nella casa in campagna di lei. Noi coppia di fidanzati, loro freschi sposini. Doveva essere l'estate del 1999 o del 2000 al massimo. Ricordo l'imbarazzo la mattina per il mio super figo pigiama corto con due ombrelloni sulla maglietta e la scritta Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare versus camicia da notte e vestaglia di seta di Lei, bellissima e perfetta. E le chiacchiere in giardino in totale relax.
Ricordo un pomeriggio primaverile di shopping in centro, un caffè al bar della Rinascente con lei fresca sposa. E tra le chiacchiere mi scappa un "Pensa che bello quando mi chiamerai per dirmi che aspetti un bambino". E lei che confessa che ne hanno molta voglia.
E l'ultimo dell'anno 2000/2001 a casa di Teo: un bel pò di neve, un trio di simpatiche matematiche (io, lei, la ex di Teo) coi rispettivi consorti, l'amico single appena lasciato dalla ex amica matematica, mia sorella col moroso e coppia pittoresca di loro amici. E le risate.
Atri incontri, altre belle serate, ma l'incontro più bello è quello che mi ha regalato un'immagine che conservo viva nella mente e nel cuore. Suono il campanello, mi apre la porta: lei, col suo primo bimbo di forse due mesi o poco più avvinghiato in braccio in posizione marsupio. Meravigliosi.
Poi col tempo incontrarsi è diventato sempre più difficile.
L'ultima volta è stata il 28 maggio 2006 quando sono venuti a trovarci nella nostra casetta nuova nuova di sposini.
Ora ci stiamo provando. Un sabato non possiamo noi, una domenica non possono loro, i bimbi si ammalano, il Papi deve suonare, ecc...
Ma ci riusciremo. E non vedo l'ora.
mercoledì 2 giugno 2010
PENSIERI CHE SCORRONO DISORDINATI
Ho scritto questo post qualche sera fà ma non sono riuscita a pubblicarlo.
Lo faccio ora.
Sono qui col Campione addormentato in braccio e lascio scorrere disordinatamente i miei pensieri.
Siamo stati al mare. Muoversi per soli due giorni con un bimbo di pochi mesi è un'impresa; passeggino, carrozzina, ovetto, sterilizzatore, scaldabiberon, occorrente per il cambio, creme, cremine, cremette e via discorrendo... Caricare la station wagon e riuscire a riempirla in un nanosecondo ...ops, e io, la mamma, dove mi metto?? Arrivare a destinazione appena in tempo per la pappa: aprire in fretta il termos, aggiungere i misurini di latte in polvere e far mangiare il campione mentre il Papi è impegnato a scaricare la station e portare tutto dal -2 al 5 con un numero imprecisato di viaggi in ascensore. E il giorno successivo:"e si rifece tutto il giro daccapo".
Ma è stato bello. Era dal dicembre 2008 che non vedevo il mare. L'odore del mare....quanto mi mancava! Bellissima la passeggiata sul lungomare europa, con tappa al baretto per dissetarci (Coca al Papi e lemonsoda alla Mamma) e per dare la mela al bimbo. E si! Siamo diventati grandi! Da qualche giorno facciamo merenda con mela o pera!
Il tempo passa così in fretta. Mi sembrava così lontano il giorno del Battesimo ed è già passato. Tra l'altro è andato benissimo. Il cucciolo in Chiesa si è addormenato beatamente: ha aperto giusto gli occhietti quando il parroco gli ha bagnato la testina. E il rinfresco a casa proprio bello (non mi è nemmeno venuto il mal di testa che si presenta puntualmente in queste occasioni ).
Scorre il tempo e scorrono i miei pensieri. Il bimbo continua a dormire.
Chissà se ha ragione quella mamma incontrata dal Pediatra che dice che è meglio avere figli maschi che perchè più semplice e ingenui delle femmine che sono troppo "spuzzi" (vanitose). In effetti la piccola Bea, figlia di amici, tre anni appena compiuti , che deve iniziare la materna a settembre:
"mamma, per andare all'asilo voglio il reggiseno"
e anche:
"hai un pò d'acqua?" le si porta il bicchiere, beve, ci pensa un pò e poi "veramente a casa mia l'acqua si beve gasata".
Che tipetta!
Ho sonno, ora vado a mettere a nanna il campione e a sdraiarmi un pò.
domenica 9 maggio 2010
FESTA DELLA MAMMA
Non per la festa in sè, trovo che di feste ce ne siano anche troppe e trovo deprimente il consumismo che si portano dietro e non voglio regali.
Voglio solo poter festeggiare in silenzio, dentro di me e godermi la magia della mia festa, intimamente. E ringraziare ancora per il fatto di essere mamma.
Sentirsi mamma, vivere da mamma, godere di ogni sorriso del proprio cucciolo, vederlo crescere, amarlo ... esiste qualcosa di più bello?
Auguri a tutte le mamme!
giovedì 6 maggio 2010
SCENT OF A BABY
L'inverno non vuole mai finire.
Capita che mi spengo un pò quando non c'è il sole.
Ma dov'è la primavera, con quei suoi fiori, con il suo cielo azzurro, con quel sole caldo ma non troppo e con tutti i suoi profumi?
Voglio fare le mie passeggiate con il Campione, fargli conoscere il mondo, coi suoi colori. Basta al grigio e all'odore d'inverno.
Cammino in soggiorno rammaricandomi di non poter aprire la finestra per sentire l'aria di primavera e l'odore dei miei fiori ed ecco che succede. D'improvviso mi avvolge. Che profumo meraviglioso. Annuso respirando a pieni polmoni, vengo travolta da una miriade di emozioni, senso di pace e di amore, benessere, gioia immensa. Così voglio assaporarlo, inebriarmi, imprimerlo nella memoria per poter richiamare un giorno tutte queste sensazioni (penso alle "madeleins" - Proust, Alla ricerca del tempo perduto).
Scent of a Baby. Che meraviglia.
E mi riaccendo, anche se non c'è il sole.
Grazie Campione.
lunedì 3 maggio 2010
CIAO DOLCE "RECIU"
Ciao micione, ti faccio l'ultima grattatina, virtuale perchè purtroppo non ho fatto in tempo a salutarti.
OPEN SOURCE
Quasi tre settimane di fermo perchè il Papi ha dovuto rimmettere in piedi, oltre al mio, anche il P.C. dell'amico A per permettergli di fare tutti i suoi dentini (l'amico A è odontotecnico).
E ora mi sono convinta: Linux
Sono stufa dell'istabilità di Windows e dico basta, smetto di arricchire le tasche di Bill Gates. Adesso studio un pò questo Ubuntu e vediamo come và.
Nel frattempo devo aggiornarmi un pochino, mi sono persa un sacco di post!
giovedì 15 aprile 2010
CON IL REWIND
lunedì 12 aprile 2010
IO

Grazie Polly per il premio!
Non saprei proprio a chi girarlo perchè le blogger che conosco l'hanno già avuto quindi mi limito alla prima parte del gioco e provo a trovare dieci cose di me.
- Sono una discreta rompiballe, ma garbata: non urlo, non sono rabbiosa, non sono capace di tenere il muso se non mi va bene qualcosa; faccio solo presente il mio punto di vista lanciando messaggi "criptici" ma facilmente decifrabili.
- Sono piuttosto apprensiva (...Ulcy ...) ma non perdo facilmente la lucidità e cerco sempre di affrontare razionalmente anche le situazioni che mi preoccupano.
- Sono golosa all'inverosimile, soprattutto di nutella, gelato e cioccolato, con conseguente notevole accumulo di grasso sulle chiappe.
- Sono mammona: sento quotidianamente la mia famiglia d'origine (mamma, papà, sorella) e li vedo spessissimo; ci confrontiamo, chiedo e dispenso consigli, litighiamo ma non possiamo fare a meno gli uni degli altri. Questo attaccamento ha influenzato molte mie scelte e probabilmente mi ha reso meno indipendente.
- Sono ancora una bambina: mi piace giocare, scherzare, scoprire il mondo, conoscere nuove persone e credo ancora alla favola che in ognuno ci sia qualcosa di buono (anche se sono molto più disillusa di una volta).
- Sono dolce, perlomeno a detta degli altri. Forse proprio perchè mi sento ancora una bambina.
- Sono onesta. Credo nella trasparenza e dico sempre quello che penso nel bene e nel male, cercando di non ferire nessuno.
- Sono facile alla commozione: basta un film, un bambino che sorride, un cagnolino ecc... per farmi scendere le lacrime.
- Sono innamorata: esattamente da 19 anni, della stessa persona e ancora mi piace, mi manca quando non c'è, lo bacio quando arriva a casa la sera.
- Sono felice per quello che ho.
venerdì 2 aprile 2010
UNA BELLA SORPRESA
Ore 3:00.
giovedì 25 marzo 2010
TENERE A FRENO LE NONNE
Ulcy: "Nessun regalo, nessun acquisto per il cucciolo, mi raccomando, voglio prima fare la morfologica". Scaramanzia.
20 settembre 2009 morfologica, tutto ok.
E via! Partono gli acquisti. Ma non da parte mia. Non faccio in tempo a tornare dall'ecografia che scatenate mamma e suocera arrivano con calzine, body, tutine, cappellini, golfini, felpine, scarpine, quasi gareggiando tra loro sul regalo più bello....
Mannaggia a me che, non guidando col pancione, non posso andare da sola per negozi e fregarle sul tempo!!!
Almeno per carrozzina e cameretta mi hanno permesso di scegliere portandomi in negozio. Grazie.
Ulcy:" Spero di poter allattare, per scaramanzia non comprate biberon & company"
Risultato: niente latte, tette in sciopero, capezzoli frantumati dal cucciolo affamato che "succhia succhia ma niente"!.
Torno dall'ospedale con cucciolo e spedisco di corsa in una giornata di neve suoceri e mamma all'acquisto di sterilizzatore, biberon, scalda biberon ecc... A chi è toccato andare in farmacia per acquistare coppette paracapezzoli d'argento?....Suocero...
Passa qualche settimana e tocca ai giochini. Mamma e suocera ricominciano la gara (quella dei vistitini non è ancora finita a dir la verità..). E' vero che andare in giro per negozi non è la mia passione, è vero che i vestitini costano e se te li regalano si risparmia .... PERO' .... UFFA... se dovessi fare un altro figlio blocco tutti con la scusa della scaramanzia (che mi ha rovinato le tette!!!) e mi fiondo dalle accoglienti commesse dei negozi per bimbi molto presto, magari anche prima che dal ginecologo!
lunedì 22 marzo 2010
CINQUANTA GIORNI
Così pochi, così belli, così pieni, così importanti.
50 giorni di tenerezza e dolcezza
50 giorni di ansie, dubbi e domande
50 giorni di occhiaie e stanchezza
50 giorni di coccole
Ora siamo davanti al pc, tu ed io. Mentre scrivo cerco di farti addormentare.
Ti guardo e mi perdo: così piccolo, così perfetto, così mio
50 giorni di Vero Amore
venerdì 19 marzo 2010
PARTORIDERE
Ho deciso di postare il commento che ho fatto da mamma in 3d per ricordare nel tempo anche il lato comico del mio parto, di cui avevo descritto il lato emozionale in benvenuto campione.
Copia -Incolla...et voilà:
"Vorrò fare un parto naturale, senza aiuti, voglio assaporare tutto, dolore compreso" Questo prima... Dieci minuti dopo essere entrata in sala parto, dopo che l'ostetrica ha rotto le acque..."Voglio l'epidurale, fatemi l'epidurale, non ce la faccio" ....Anestesista non disponibile ...che gioia!
Le donne nei film urlano, sembrano possedute, io ho una soglia alta del dolore e solitamente soffro in silenzio...credo che mi abbiano sentito in tutto il piano.
Come sfogare il dolore? Risolto: Papi! Credo che sia piuttosto comune stringere le mani del dolce consorte....morderle forse no....bè insomma...mi dicono che l'ho fatto!
"Ahia, ahia, ahia" Ostetrica corre..."No, no, ho un crampo alla gamba, non riesco a muoverla" E ostetrica che mette il mio piede sulla spalla e con una mano tira il muscolo e con l'altra vede a che punto è la testa del cucciolo.
Dottore: "ora serve la ventosa"
Io:"no, è proprio necessario?"
Dottore: "non possiamo lasciarlo lì"
Ostetrica al Papi: " Vuole tagliare il cordone?"
Io: "No, se poi sbaglia? Non voglio" E Papi (con le mani morsicate e sanguinanti) taglia!
Dottore cuce, per più di un'ora...
Io: "basta la prego, lasciatemela così, va bene lo stesso"
Alla fine, in reparto, ostetrica. "Entro un'oretta sarebbe bene fare la pipì"
Io: "No no, non ne ho voglia"
Ostetrica: "allora se non riesci catetere "
Io: "Vado subito, da lì non deve passare più niente per un bel pò!"
sabato 13 marzo 2010
IL POTERE DI UN PAIO DI JEANS
lunedì 8 marzo 2010
WOMAN
Non so nemmeno perchè si ritenga così divertente festeggiare tra uomini mezzi (o tutti) nudi, oliati come un motore e con le gomme posteriori messe a nuovo.
Non disdegno un bel paio di gomme posteriori, o guardare una bella automobile (anche se salgo solo su quella di mio marito, questione di fiducia...) ma mi fa tristezza lo show di donne urlanti davanti al Costantino di turno.
Come festeggerei? Mi basterebbero quattro chiacchiere tra amiche, davanti a una pizza o sul web, a condividere tutto quello che rende speciale l' essere donna. In proposito, mi permetto di citare "Cose che ti segnano" di My che rende bene l'idea.
Auguri a tutte!
venerdì 5 marzo 2010
TU CHIAMALE SE VUOI...EMOZIONI
venerdì 26 febbraio 2010
WONDER NONNA
- il tono di voce (da cantante lirica!!)
- le indicazioni stradali (navigatore taroccato dai cinesi!)
- i gatti (a casa sua non c'è divano, poltrona o sedia imbottita che sia libera per le persone!)
- i film (solo d'amore e a lieto fine!)
- il marito (sempre sul banco degli imputati)
E' bello poter contare su qualcuno che ti ama incondizionatamente. E in queste prime settimane da neo mamma, in cui tutto è nuovo e ti spaventa, è meraviglioso non sentirsi sola quando il Papi non c'è. Grazie mamma!
mercoledì 24 febbraio 2010
MORE THAN WORDS
Saying I love you
Is not the words I want to hears from you
It's not than I want you
Not to say, but if you only knew
How easy it would be to show me how you fell
More thn words is all you have to do make it real
Then you wouldn't have to say that you love me
Cos I'd already know
...
Now I've tried to talk to you and make you understand
All you have to do is close your eyes
And just reach out your hands and touch me
Hold me close don't ever let me go
More than words is all I ever needed you to show
then you wouldn't have to say that you love me
Cos I'd already know
....
Adoro questa canzone degli Extreme, tra l'altro credo che sia l'unica canzone dolce che questi rockettari (si scrive così?? mah...) abbiano composto. Mi è sempre piaciuta soprattutto per il testo. Anche la musica è carina con la sola chitarra e le due voci ma, ripeto, a piacermi e coinvolgermi di più è sempre stato il testo.
In sintesi (da matematica amo arrivare al dunque in fretta) il messaggio è questo: "Più delle parole contano i fatti". Ed è vero. Non ho mai amato troppo le parole al vento, le frasi fatte e le chiacchiere inutili. Nei momenti importanti della mia vita le persone care mi sono state vicine realmente e non solo con le parole.
Però.....quando le parole sono dette bene, e da qualcuno a cui tieni molto, beh... contano eccome! Hanno il potere di farti commuovere, ti fanno sentire amata, ti danno carica, ti aiutano e ti fanno vedere il sole in una giornata grigia.
Grazie mamma in 3d per le belle parole! Ma soprattutto per la tua amicizia!
giovedì 18 febbraio 2010
BENVENUTO CAMPIONE
Non mi sembra ancora vero di poterlo stringere tra le braccia, con quel suo corpicino caldo caldo che mi manda in ebollizione gamba e braccio sinistro, e di potergli ammirare quelle guanciotte fantasiche di cui avevo già avuto un assaggio durante l'ultima ecografia.
Quasi tre settimane. Mi sembra ancora di sentire l'odore della sala parto, il dolore e la paura di non farcela. Vedo il viso rassicurante del mio Papi, gli occhi dolci dell'ostetrica che pazientemente mi sopporta, l'equipe medica (2 ginecologi, 3 ostetriche e un'infermiera) che in fase conclusiva mi aiuta con la ventosa... dai che la testa è uscita... non guardo, non so perchè ma mi fa paura e poi subito dopo sento il mio campione scivolare via da me e me lo vedo sul ventre che piange mostrandosi in tutto il suo splendore. Sono mamma! Papi taglia il cordone assaporando tutta la magia del momento. Poi il bimbo esce un attimo con l'ostetrica e quando torna Papi lo prende tra le braccia, mi guarda, ha gli occhi pieni di lacrime. Il nostro bimbo. E un'ora dopo, quando i medici ci lasciano soli dopo un pò di "taglia e cuci", anche i miei occhi si riempiono di lacrime, anzi no, piango proprio a dirotto mentre bacio il piccolo e il Papi. Il nostro campione ora deve andare al nido per un pò, esce col Papi, saluta i nonni e gli zii in trepida attesa fuori dalla sala parto. Poi tocca a me il giro di saluti al pubblico e infine si va in reparto. Papi torna a casa. Sono circa le 23:00. Resto sola, sono stanca e dolorante ma non riesco a dormire...troppa adrenalina o troppo dolore, non so.... Non vedo l'ora della mattina per andare al nido a prendere il campione e iniziare il rooming in. Passano 3 giorni, senza sonno, con poca fame, dolore diffuso ma col cuore pieno di gioia, e anche un pò d'ansia (mangia? non mi viene il latte, è calato troppo...). Arriva il momento di tornare a casa, in tre...
Appena scesa dall'auto è di dovere salutare il mio cucciolo di pelo che arriva di corsa. Mi sembra di avere modificato la mia percezione tattile. Il cane mi si avvicina delicatissimo, lo accarezzo e il pelo mi sembra più morbido, anzi mi sembra tutto più morbido. Passa la prima giornata, tra parenti, pappe e pannolini e la sera finalmente nel mio letto dopo 4 notti in bianco. Mi sdraio. Non credo di poter dimenticare la sensazione provata: chiudendo gli occhi mi sembra di essere mio figlio, mi sento il corpo molle come quello di un neonato, poi realizzo di essere me stessa ma mi sento vuota, dov'è il mio pancione? Dov'è il mio bambino? Un senso di distacco incredibile... poi mi giro, la carrozzina è in fianco al letto e lui dorme. Dall'altro lato del letto c'è il mio Papi. Sono a casa. Ho la mia famiglia. Grazie, ho realizzato il mio sogno. Benvenuto Campione!
L'ATTESA
Sin da bambina ho sempre sognato una famiglia, prima un marito, poi il pancione e poi tante voci di bambini a riempire le giornate.
Sono stata baciata dalla fortuna per il marito, conosciuto sin dalle scuole medie, amato sin dai 16 anni e portato all'altare a 30 anni (ci siamo presi il nostro tempo...)
Ad un annetto dalle nozze si comincia a pensare al pancione ma c'è un problemino a livello cardiaco da risolvere perchè incompatibile con la gravidanza.....piccolo intervento con tanta paura.....tutto risolto ma per 6 mesi circa pancione vietato; poi finalmente i dottori danno il via libera! Evviva!
Ma succede che il pancione non arriva....e passano ancora altri mesi, con crescente delusione e sconforto...e allora si fanno le prime visite....tutto in regola, così si procede coi lavori ma niente ....e poi stick persona, e stress per me e per il maritino svegliato a comando......e poi, quando ormai non ci si spera quasi più, a maggio 2009 il MIRACOLO!!!
Test di gravidanza positivo!
Trascorro nove mesi di gioia e di ansia, aspettive e timori e il 30 gennaio l'attesa finisce! Nasce il mio Campione!
venerdì 1 gennaio 2010
TUTTO MERITO DELLE BOCCE
Cardiologo molto serio, si rivolge alla giovane paziente con il Lei, è piuttosto distaccato. Poi arriva il momento della visita. Incontro ravvicinato con un discreto paio di bocce. Il cardiologo diventa il migliore amico della paziente: passa di colpo al Tu e si fa particolarmente affabile. Mah...merito delle bocce?
DAL VETERINARIO
Ulcy non si smentisce mai.
Appuntamento immediato col veterinario.
"Signora, si tratta dell'ombelico..."
Ma che ne so io che anche i cani hanno l'ombelico?!?!
Beh, in effetti, pensandoci bene....
NONNI VS FANTOZZI
Domenica pomeriggio. Il nonno porta la nonna a Milano.
Si passeggia in galleria, si dice una preghierina in Duomo, si passa davanti alla Scala da buoni appassionati, gelatino e poi ... "Andem al Cinema" (nessun interesse versi un film particolare ma ricerca di un luogo comodo per sedersi e riposare un pò in attesa del treno del ritorno).
Si entra nel primo cinema incrociato.
Ingredienti del film: patate e piselli.
Nonna: "Maaaah Oh Signur... Via via via..."
(Tipo nel film di Fantozzi "Le Casalingue": "Pina entriamo, sono le tue colleghe" )
IL PETOMANE
Il Signor B., intagliatore, si accomoda sulla sedia in pelle.
Si parla di dichiarazione dei redditi quando...
Signor B: "Scusum ma, tal zè, al è ul mument dela digestiun..."
(Italiano: Scusami ma, sai, è il momento della digestione...)