venerdì 4 giugno 2010

INCONTRARSI

8:30 circa di una fredda mattina milanese qualunque.
Voglia di lavorare ai minimi storici. Dunque, in quinta verifica, in terza interrogazioni, e poi che palle, due ore con quei casinari di seconda. Sono già stanca. Almeno mi fossi seduta sul treno. Non sono nemmeno riuscita a infilarmi in carrozza. Eccomi quasi arrivata. Semaforo via Carducci angolo via De Amicis. Ops, ma quello? E' lui? Mi sa di si. Sicura? No, forse no. E' dal mio matrimonio che non lo vedo. Però gli somiglia. Mi avvicino. Si si, è proprio lui. Ciao! Stai andando al lavoro? Come stai? E a casa? Lei e i bimbi? Si, anche noi tutto bene. Sempre di corsa. Anche adesso. E infatti ci si saluta in fretta e si va.
E' già passato un secolo anche da quella mattina.
E forse un millennio da un week end estivo nella casa in campagna di lei. Noi coppia di fidanzati, loro freschi sposini. Doveva essere l'estate del 1999 o del 2000 al massimo. Ricordo l'imbarazzo la mattina per il mio super figo pigiama corto con due ombrelloni sulla maglietta e la scritta Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare versus camicia da notte e vestaglia di seta di Lei, bellissima e perfetta. E le chiacchiere in giardino in totale relax.
Ricordo un pomeriggio primaverile di shopping in centro, un caffè al bar della Rinascente con lei fresca sposa. E tra le chiacchiere mi scappa un "Pensa che bello quando mi chiamerai per dirmi che aspetti un bambino". E lei che confessa che ne hanno molta voglia.
E l'ultimo dell'anno 2000/2001 a casa di Teo: un bel pò di neve, un trio di simpatiche matematiche (io, lei, la ex di Teo) coi rispettivi consorti, l'amico single appena lasciato dalla ex amica matematica, mia sorella col moroso e coppia pittoresca di loro amici. E le risate.
Atri incontri, altre belle serate, ma l'incontro più bello è quello che mi ha regalato un'immagine che conservo viva nella mente e nel cuore. Suono il campanello, mi apre la porta: lei, col suo primo bimbo di forse due mesi o poco più avvinghiato in braccio in posizione marsupio. Meravigliosi.
Poi col tempo incontrarsi è diventato sempre più difficile.
L'ultima volta è stata il 28 maggio 2006 quando sono venuti a trovarci nella nostra casetta nuova nuova di sposini.
Ora ci stiamo provando. Un sabato non possiamo noi, una domenica non possono loro, i bimbi si ammalano, il Papi deve suonare, ecc...
Ma ci riusciremo. E non vedo l'ora.


1 commento:

  1. Ce la faremo? Speriamo!
    Oppure no... Che, forse, nei ricordi, stiamo un po' idealizzando, eh! ;-)
    Un abbraccio (anch'io non vedo l'ora)

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