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sabato 24 dicembre 2011

BUCCE DI MANDARINO

Non mi piacciono i mandarini, o meglio, ne adoro il succo ma odio la pellicina.
Ricordo che all'asilo mi avevano costretto a mangiare un mandarino: ho tenuto in bocca il primo spicchio fino all'uscita; care vecchie suore.
Ma il profumo delle bucce di mandarino messe a bruciare sopra la vecchia stufa a legna della vecchia bottega della prozia Au., beh, fa proprio Natale. Quello vero, quello di Ulcy bambina che aspettava i regali sotto l'albero e scriveva la letterina a Gesù Bambino, quello in cui Ulcy passava la giornata a giocare e sognare con la sorellina, quello dei dolci e delle coccole, quello spensierato dell'infanzia.
Ora il Natale ha un sapore diverso. La magia dei doni è diventata lo stress per i regali da fare, cosa regalare?, quanta gente, odio i centri commerciali, non c'è parcheggio, non ho tempo e il pranzo da preparare, e chi invitare, e gli inevitabili sapori e dissapori delle cene di famiglia.
Poi eccolo: nell'aria sento il profumo, quello strano magico profumo di bucce di mandarino sulla stufa. 
Eccomi nella vecchia bottega: sento la magia, sarà ancora Natale.
Allora vorrò la neve, la messa di Mezzanotte, le guance fredde a scaldarsi con il vin brulè, le luci dell'albero. Ci sarà la luce negli occhietti del Campione per doni sotto l'Albero, ci sarà il dolce pianto della nuova arrivata, la nipotina Memma, ci saranno tutte le persone a cui voglio bene. E dimenticherò lo stress, i dissapori e vorrò solo godermi quanto di più prezioso ho nella vita: la mia famiglia.



Auguri a tutti!

Ulcy

domenica 28 novembre 2010

QUANDO L'ORDINARIO DIVENTA STRAORDINARIO

Una vita decisamente ordinaria la mia. 
Famiglia felice, infanzia serena e adolescenza non particolarmente problematica.
Buon rapporto coi genitori e la sorella.
Pochi grilli per la testa, costante dedizione allo studio prima e al lavoro poi.
Nessuna delusione amorosa, matrimonio con il fidanzato storico, bellissimo figlio tanto desiderato.
Una storia come tante, non accattivante, non da farci un film o da scriverci un libro. Semplicemente una vita ordinaria, a tratti anche un pò noiosa.
Forse.
Un dipinto ti può piacere o non piacere. 
Dipende dai gusti ma anche da come lo guardi. 
Da lontano e di sfuggita può sembrarti banale, ordinario, uguale a tanti altri. 
Se ti avvicini e lo guardi con attenzione, potrebbe succederti di coglierne ogni dettaglio, ogni colore, ogni sfumatura, e di riuscire persino ad emozionarti.
Ed ecco che l'ordinario diventa straordinario.
Non importa che il dipinto diventi o meno un'opera d'arte, non contano popolarità e fama. 
Un sorriso del mio bimbo, un bacio di mio marito, una risata con mia sorella, una carezza di mia mamma, veder la neve, fare l'albero di Natale e tanti altri piccoli e ordinari dettagli trasformano la mia vita in qualcosa di assolutamente straordinario.

lunedì 18 ottobre 2010

SULL'ONDA DEI RICORDI

Grembiule a quadrettoni rosso e bianco che avvolge la mia mamma e il suo bel pancione. La mamma pulisce il balcone.

“Quando aiiva la soellina?”

“Presto, presto.”

Era l'anno 1978, non si usavano ancora le ecografie, il sesso dei bambini si scopriva con il parto.

Ma io lo sapevo.


19 ottobre 1978

“Drin, Driin Driin....”

“Ponto?! Chi è?”

“Un'altra femmina”

“Nonna, un'alta femmina”

“Ohhhh, passamelo, passamelo”

Io lo sapevo. Lo volevo con tutta me stessa. Una sorellina.


Adesso ero la sorella maggiore.

C'era questo scricciolino piccolo piccolo di cui mi dovevo occupare insieme alla mamma.

Per cominciare, operazione eliminazione ciuccio, poco adatto ad una sorella maggiore: lancio del ciuccio dal balcone.

E poi farla giocare, proteggerla, farla sentire bene.

Inventarsi storie di folletti che ci avrebbero portato in un mondo fatato, e mostrarle i folletti con le ombre cinesi. E crescere insieme a lei, senza più sentirsi sola.

E scoprire presto che Babbo Natale non esiste (grazie alla cara vicina) ma, responsabilmente, farle credere nella magia del Natale compartecipando con la mamma alla scelta e alla mimetizzazione dei regali.

E stare bene con lei. E vederla diventare grande. Grande ma sempre piccola, sempre la mia sorellina. E diventare adulte, complici, amiche. Ma sentire sempre il ruolo della sorella maggiore con la mission di farla stare bene. E sentirsi bene nel vederla sorridere, con quel sorriso bellissimo che tanto somiglia a quello del mio cucciolo, e con quelle risate da non riuscire a fermarsi. E sentirsi morire nel vederla stare male, con gli occhi spenti e il viso tirato.

E sentirsi impotente. A poco servono storie di folletti e mondi incantati.

E serve a poco ricordarle di guardarsi indietro e vedere tutto quello che ha fatto, dalla laurea a pieni voti alla estrema professionalità nel lavoro, dalla generosità nelle amicizie alla capacità di regalare sempre un sorriso a chiunque, tranne a sé stessa. Pretendere, solo pretendere da sé stessa. Non accettare un errore, una piccola sbavatura in qualsiasi ambito, dal lavoro, alla gestione della casa, ai rapporti familiari e d'amicizia. La perfezione o niente. E permettere a chiunque di farla sentire sempre un gradino sotto. E stimarsi poco. E accumulare tensioni, ansie. E non sentirsi felici. E veder tutto nero e non apprezzare più tutte le cose preziose che la circondano.Non le vede ma ci sono. Io lo so.

Il lavoro più difficile è la ricerca della felicità. Ma guai a rinunciarvi. Queste parole mi aiutano a spiegarlo. “

Auguri di buon compleanno sorellina.

Ti voglio bene. Immensamente.

giovedì 16 settembre 2010

IL BRACCIALETTO DELLA CICCIA

Al mare.
Bella giornata di sole ma non caldo torrido. Passeggio fiera col mio Campione in braccio lungo la passerella, direzione bar.
Sorrisi e saluti dei vacanzieri che si incrociano lungo la strada.
Poi una perfetta sconosciuta ci ferma. Ma che bello!!! Quanto tempo ha? Solo sette mesi?!! Sembra più grande!
Che spettacolo. Ha anche il braccialetto della ciccia!!!
Piccolo Campione! Con tutte le sue pieghe di ciccia. Torno in direzione mare, passeggio coi piedi nell'acqua e il Campione si addormenta col suo bel braccialetto avvinghiato alle mie spalle. Sensazione bellissima.

Così era la nostra giornata tipo in spiaggia.


martedì 24 agosto 2010

NON POSSO, HA BISOGNO DI ME

"Albergo gigantesco, sto salendo in camera su di un ascensore senza porte, con una sensazione di vuoto incredibile. Arrivo in camera, condivisa con l'amica di sempre, storica compagna di studi, trovo mia mamma, mio papà e mia sorella venuti a trovarmi preoccupatissimi che qualcosa (cosa????) vada storto. "Dov'è il campione?" A casa con lo zio (marito di mia sorella). Chissà il papi che fine ha fatto. L'angoscia sale. Lo zio non sa occuparsi di un bambino piccolo. E se piangesse? Non è abituato a stare solo con lui. E non sa nemmeno dove sono i vestitini, la pappa, i pannolini. Chiamiamolo. Non risponde, perchè???. Ecco, ciao, il bimbo. Sento che piange, è disperato! Oddio...."
Mi sveglio. Tunf. Ci risiamo, ho mangiato male (una pizza lievitata poco) e faccio brutti sogni e tornano le Extrasistole (un ricordino post ablazione). Va bè, passeranno come al solito.
Mi rimetto a dormire.
Tunf. Che palle, stai calma, passeranno e sai che non sono pericolose. Non puoi permetterti di stare male, devi occuparti del campione.
Però non passano. E diversamente dal solito durano per più di 24 ore. La notte successiva non dormo, cerco di non svegliare il papi che mi ha già sopportato giù di tono per tutto il giorno. Penso al campione e mi viene da piangere. Perchè non sono forte da farmele passare e perchè anche se razionalmente so che non è nulla mi lascio prendere dall'ansia? Il mio piccolo non può stare senza di me. Ha bisogno di me, di me in forma, non mezza inebetita. La mattina mando il papi a lavorare e chiamo mia mamma perchè mi aiuti col campione vista la notte in bianco. Mio papà (il portatore del gene ulcy) mi vuole portare al pronto soccorso. Non serve, lo so per certo. Quando ben mi fanno l'elettrocardiogramma e rilevano le extrasistole al massimo mi danno un calmante. Devono passare da sole. Così vado dal mio medico per un consiglio. Mi conosce bene, sa come sono e ha ben presente il mio curriculum. Decidiamo insieme la "terapia". Qualche goccia contro l'ansia che calma le extrasistole, contro cui non c'è terapia. Almeno finchè non passa questo caldo...Di nuovo schiava dei farmaci? No, non ci sto!
Però ora devo essere in forma che parto per il mare col campione. Le prendo per qualche giorno poi smetto. Per forza. Il campione ha bisogno di me.
Comunque oggi sto bene.

domenica 9 maggio 2010

FESTA DELLA MAMMA

La mia prima volta. Ho desiderato tanto questa festa.
Non per la festa in sè, trovo che di feste ce ne siano anche troppe e trovo deprimente il consumismo che si portano dietro e non voglio regali.
Voglio solo poter festeggiare in silenzio, dentro di me e godermi la magia della mia festa, intimamente. E ringraziare ancora per il fatto di essere mamma.
Sentirsi mamma, vivere da mamma, godere di ogni sorriso del proprio cucciolo, vederlo crescere, amarlo ... esiste qualcosa di più bello?
Auguri a tutte le mamme!

giovedì 6 maggio 2010

SCENT OF A BABY

Ancora pioggia, vento e freddo. Ancora chiusi in casa.
L'inverno non vuole mai finire.
Capita che mi spengo un pò quando non c'è il sole.
Ma dov'è la primavera, con quei suoi fiori, con il suo cielo azzurro, con quel sole caldo ma non troppo e con tutti i suoi profumi?
Voglio fare le mie passeggiate con il Campione, fargli conoscere il mondo, coi suoi colori. Basta al grigio e all'odore d'inverno.
Cammino in soggiorno rammaricandomi di non poter aprire la finestra per sentire l'aria di primavera e l'odore dei miei fiori ed ecco che succede. D'improvviso mi avvolge. Che profumo meraviglioso. Annuso respirando a pieni polmoni, vengo travolta da una miriade di emozioni, senso di pace e di amore, benessere, gioia immensa. Così voglio assaporarlo, inebriarmi, imprimerlo nella memoria per poter richiamare un giorno tutte queste sensazioni (penso alle "madeleins" - Proust, Alla ricerca del tempo perduto).
Scent of a Baby. Che meraviglia.
E mi riaccendo, anche se non c'è il sole.
Grazie Campione.


giovedì 15 aprile 2010

CON IL REWIND

Sono passati trecento giorni, quasi dieci mesi. Intensi, emozionanti, ricchi di vita.
E quel portone, quelle scale, quei vecchi corridoi, quelle poltrone da ufficio con l'imbottitura verde ormai svuotata, quel tavolone ovale pieno di fogli, registri, borse, diari, ... e poi quei binari, quell'odore di chiuso, quelle banchine, quelle facce di pendolari addormentati al mattino e stanchi la sera... e poi quella piazza, quell'ago con il filo, quella farmacia ("vorrei un test di gravidanza, doppio"), quel bar con le sue brioches spettacolari, quei tram, quel caos, quell'odore di città, la fermata della 94, quei negozi...quei sapori, quegli odori, quei giorni nella mia memoria sono stati avvolti da una coltre di nebbia.
E oggi, dopo 300 giorni esatti ho preso quel treno. Ho rivisto quelle facce stanche. Ho sentito quell'odore di chiuso. Ho camminato su quella banchina. Sono passata davanti a quella farmacia.
Con un pò d'emozione ho attraversato quel portone... E la nebbia è sparita. Tutto è tornato perfettamente chiaro. E quanti baci, quanti abbracci, quanto affetto. Da parte dei colleghi ma non solo. "Quando torna prof? Ci manca". Magari non è vero, conosco "lo studente" ma è stato bello sentirselo dire.
Insegnare mi piace, da sempre. Un pò mi manca.
La mia scuola mi piace, i miei colleghi mi mancano, il mio Preside è una cara persona.
Pensavo per il futuro di cercarmi una scuola vicino a casa per poter raggiungere facilmente il Campione. Ora non lo so. Magari con un part time e poche classi riesco ad organizzarmi e a lavorare ancora in città, a sentire ancora quegli odori, a vedere ancora il solito paesaggio fuori dal finestrino del treno mentre sono persa nei miei pensieri, a sedermi ancora su quelle sedie verdi della sala prof, a lamentarmi per il troppo lavoro, a litigare con gli studenti.
Oggi ho vissuto una mattinata con il rewind. E mi è piaciuto.
Ma il Campione mi è mancato tantissimo.

giovedì 25 marzo 2010

TENERE A FRENO LE NONNE

Sto sperimentando l'essere mamma ed è meraviglioso. Passerei il tempo a baciare le guanciotte cicciotte del mio Campione o semplicemente a guardarlo.
Per lui , se potessi, comprerei l'universo intero.
Immagino che essere nonna sia altrettanto meraviglioso e stravolgente (poi per il primo nipotino...). Wonder nonna e nonna 2 sono letteralmente impazzite per il Campione.
A partire dai regali. Per dare l'idea, pubblico il commento che ho fatto da mamma in 3d:


Ulcy: "Nessun regalo, nessun acquisto per il cucciolo, mi raccomando, voglio prima fare la morfologica". Scaramanzia.
20 settembre 2009 morfologica, tutto ok.
E via! Partono gli acquisti. Ma non da parte mia. Non faccio in tempo a tornare dall'ecografia che scatenate mamma e suocera arrivano con calzine, body, tutine, cappellini, golfini, felpine, scarpine, quasi gareggiando tra loro sul regalo più bello....
Mannaggia a me che, non guidando col pancione, non posso andare da sola per negozi e fregarle sul tempo!!!
Almeno per carrozzina e cameretta mi hanno permesso di scegliere portandomi in negozio. Grazie.
Ulcy:" Spero di poter allattare, per scaramanzia non comprate biberon & company"
Risultato: niente latte, tette in sciopero, capezzoli frantumati dal cucciolo affamato che "succhia succhia ma niente"!.
Torno dall'ospedale con cucciolo e spedisco di corsa in una giornata di neve suoceri e mamma
all'acquisto di sterilizzatore, biberon, scalda biberon ecc... A chi è toccato andare in farmacia per acquistare coppette paracapezzoli d'argento?....Suocero...
Passa qualche settimana e tocca ai giochini. Mamma e suocera ricominciano la gara (quella dei vistitini non è ancora finita a dir la verità..).
E' vero che andare in giro per negozi non è la mia passione, è vero che i vestitini costano e se te li regalano si risparmia .... PERO' .... UFFA... se dovessi fare un altro figlio blocco tutti con la scusa della scaramanzia (che mi ha rovinato le tette!!!) e mi fiondo dalle accoglienti commesse dei negozi per bimbi molto presto, magari anche prima che dal ginecologo!

lunedì 22 marzo 2010

CINQUANTA GIORNI

Ieri 50 giorni.

Così pochi, così belli, così pieni, così importanti.
50 giorni di tenerezza e dolcezza
50 giorni di ansie, dubbi e domande
50 giorni di occhiaie e stanchezza
50 giorni di coccole

Ora siamo davanti al pc, tu ed io. Mentre scrivo cerco di farti addormentare.
Ti guardo e mi perdo: così piccolo, così perfetto, così mio

50 giorni di Vero Amore

venerdì 19 marzo 2010

PARTORIDERE

Bella l'iniziativa mamma che ridere scoperta navigando per i blog.
Ho deciso di postare il commento che ho fatto da mamma in 3d per ricordare nel tempo anche il lato comico del mio parto, di cui avevo descritto il lato emozionale in benvenuto campione.
Copia -Incolla...et voilà:

"Vorrò fare un parto naturale, senza aiuti, voglio assaporare tutto, dolore compreso" Questo prima... Dieci minuti dopo essere entrata in sala parto, dopo che l'ostetrica ha rotto le acque..."Voglio l'epidurale, fatemi l'epidurale, non ce la faccio" ....Anestesista non disponibile ...che gioia!

Le donne nei film urlano, sembrano possedute, io ho una soglia alta del dolore e solitamente soffro in silenzio...credo che mi abbiano sentito in tutto il piano.

Come sfogare il dolore? Risolto: Papi! Credo che sia piuttosto comune stringere le mani del dolce consorte....morderle forse no....bè insomma...mi dicono che l'ho fatto!

"Ahia, ahia, ahia" Ostetrica corre..."No, no, ho un crampo alla gamba, non riesco a muoverla" E ostetrica che mette il mio piede sulla spalla e con una mano tira il muscolo e con l'altra vede a che punto è la testa del cucciolo.

Dottore: "ora serve la ventosa"
Io:"no, è proprio necessario?"
Dottore: "non possiamo lasciarlo lì"

Ostetrica al Papi: " Vuole tagliare il cordone?"
Io: "No, se poi sbaglia? Non voglio" E Papi (con le mani morsicate e sanguinanti) taglia!

Dottore cuce, per più di un'ora...
Io: "basta la prego, lasciatemela così, va bene lo stesso"

Alla fine, in reparto, ostetrica. "Entro un'oretta sarebbe bene fare la pipì"
Io: "No no, non ne ho voglia"
Ostetrica: "allora se non riesci catetere "
Io: "Vado subito, da lì non deve passare più niente per un bel pò!"


venerdì 5 marzo 2010

TU CHIAMALE SE VUOI...EMOZIONI

Apro la porta di casa. Sulla sinistra il solito divano con penisola davanti al solito camino moderno e la sedia a dondolo Ikea. Colori scuri, nero il cuscino del dondolo, legno wengè la mobilia e il rivestimento del camino e una tonalità di marrone che richiama il wengè per il tessuto del divano. Dietro alla schiena del divano il vecchio tavolo da falegname del mio caro nonno, incerato e ripulito ma ancora grezzo, fortemente voluto. "Ma non è adatto all'arredamento, dovreste farlo riverniciare"....." Starebbe meglio in taverna e non in salotto"...."E' vecchio, la vostra casa è moderna e tutta nuova".....bla bla bla... Non me ne importa niente, riempie la casa di tanti ricordi. Ha visto tanto sudore, tanta fatica, tanti bicchieri di vino, tanto amore per quella nipotina che giocava con la colla e le gambette delle sedie. Sa di casa. Sa di nonno. E' bellissimo. Sopra due cornici: foto del matrimonio e foto del cagnolone da cucciolo.
La giornata è fredda, c'è vento ma splende un bel sole e il "finestrone"di quasi quattro metri illumina la zona. Sembra tutto più bello col sole. O forse non è il sole a rendere la casa così bella... Sopra al divano non ci sono più solo i cuscini e le coperte di paile ikea. Sulla penisola cè una bellissima macchia di colore: giallo, rosso, verde, azzurro... si chiama Cucciolo Gym. E' un tappetino palestrina per i bimbi da 0 a 18 mesi arrivata ieri in regalo per il Campione. Sulla destra, dietro la libreria che separa il salotto dal mio ufficietto, c'è il seggiolino auto. Tra i cappotti appesi ce n'è anche un paio formato mignon. Scarpe numero 40 e 43 non sono più sole. Scarpine da tennis azzurre più piccole del palmo della mia mano fanno loro compagnia.
Ulcy da buona matematica ama l'ordine e la simmetria. In casa ogni cosa ha il suo posto, i libri sulla scrivania sono posizionati in maniera simmetrica, i soprammobili sistemati con una certa logica....bla bla bla. Questo era prima. Ora è tutto così confuso: i soprammobili si mischiano a porta ciucci, sterilizzatore, scaldabiberon, i libri hanno lasciato il posto al diario delle pappe e ai giochini, i tappeti nel bagno sono spariti per lasciare passare la carrozzina.... la casa non è mai stata così incasinata. Non è mi stata così bella, così piena, così casa.
Piange. E' l'ora della pappa. Vado.
Ulcy