Auguri a tutti!
Ulcy
Grembiule a quadrettoni rosso e bianco che avvolge la mia mamma e il suo bel pancione. La mamma pulisce il balcone.
“Quando aiiva la soellina?”
“Presto, presto.”
Era l'anno 1978, non si usavano ancora le ecografie, il sesso dei bambini si scopriva con il parto.
Ma io lo sapevo.
19 ottobre 1978
“Drin, Driin Driin....”
“Ponto?! Chi è?”
“Un'altra femmina”
“Nonna, un'alta femmina”
“Ohhhh, passamelo, passamelo”
Io lo sapevo. Lo volevo con tutta me stessa. Una sorellina.
Adesso ero la sorella maggiore.
C'era questo scricciolino piccolo piccolo di cui mi dovevo occupare insieme alla mamma.
Per cominciare, operazione eliminazione ciuccio, poco adatto ad una sorella maggiore: lancio del ciuccio dal balcone.
E poi farla giocare, proteggerla, farla sentire bene.
Inventarsi storie di folletti che ci avrebbero portato in un mondo fatato, e mostrarle i folletti con le ombre cinesi. E crescere insieme a lei, senza più sentirsi sola.
E scoprire presto che Babbo Natale non esiste (grazie alla cara vicina) ma, responsabilmente, farle credere nella magia del Natale compartecipando con la mamma alla scelta e alla mimetizzazione dei regali.
E stare bene con lei. E vederla diventare grande. Grande ma sempre piccola, sempre la mia sorellina. E diventare adulte, complici, amiche. Ma sentire sempre il ruolo della sorella maggiore con la mission di farla stare bene. E sentirsi bene nel vederla sorridere, con quel sorriso bellissimo che tanto somiglia a quello del mio cucciolo, e con quelle risate da non riuscire a fermarsi. E sentirsi morire nel vederla stare male, con gli occhi spenti e il viso tirato.
E sentirsi impotente. A poco servono storie di folletti e mondi incantati.
E serve a poco ricordarle di guardarsi indietro e vedere tutto quello che ha fatto, dalla laurea a pieni voti alla estrema professionalità nel lavoro, dalla generosità nelle amicizie alla capacità di regalare sempre un sorriso a chiunque, tranne a sé stessa. Pretendere, solo pretendere da sé stessa. Non accettare un errore, una piccola sbavatura in qualsiasi ambito, dal lavoro, alla gestione della casa, ai rapporti familiari e d'amicizia. La perfezione o niente. E permettere a chiunque di farla sentire sempre un gradino sotto. E stimarsi poco. E accumulare tensioni, ansie. E non sentirsi felici. E veder tutto nero e non apprezzare più tutte le cose preziose che la circondano.Non le vede ma ci sono. Io lo so.
Il lavoro più difficile è la ricerca della felicità. Ma guai a rinunciarvi. Queste parole mi aiutano a spiegarlo. “
Auguri di buon compleanno sorellina.
Ti voglio bene. Immensamente.
Ulcy: "Nessun regalo, nessun acquisto per il cucciolo, mi raccomando, voglio prima fare la morfologica". Scaramanzia.
20 settembre 2009 morfologica, tutto ok.
E via! Partono gli acquisti. Ma non da parte mia. Non faccio in tempo a tornare dall'ecografia che scatenate mamma e suocera arrivano con calzine, body, tutine, cappellini, golfini, felpine, scarpine, quasi gareggiando tra loro sul regalo più bello....
Mannaggia a me che, non guidando col pancione, non posso andare da sola per negozi e fregarle sul tempo!!!
Almeno per carrozzina e cameretta mi hanno permesso di scegliere portandomi in negozio. Grazie.
Ulcy:" Spero di poter allattare, per scaramanzia non comprate biberon & company"
Risultato: niente latte, tette in sciopero, capezzoli frantumati dal cucciolo affamato che "succhia succhia ma niente"!.
Torno dall'ospedale con cucciolo e spedisco di corsa in una giornata di neve suoceri e mamma all'acquisto di sterilizzatore, biberon, scalda biberon ecc... A chi è toccato andare in farmacia per acquistare coppette paracapezzoli d'argento?....Suocero...
Passa qualche settimana e tocca ai giochini. Mamma e suocera ricominciano la gara (quella dei vistitini non è ancora finita a dir la verità..). E' vero che andare in giro per negozi non è la mia passione, è vero che i vestitini costano e se te li regalano si risparmia .... PERO' .... UFFA... se dovessi fare un altro figlio blocco tutti con la scusa della scaramanzia (che mi ha rovinato le tette!!!) e mi fiondo dalle accoglienti commesse dei negozi per bimbi molto presto, magari anche prima che dal ginecologo!
"Vorrò fare un parto naturale, senza aiuti, voglio assaporare tutto, dolore compreso" Questo prima... Dieci minuti dopo essere entrata in sala parto, dopo che l'ostetrica ha rotto le acque..."Voglio l'epidurale, fatemi l'epidurale, non ce la faccio" ....Anestesista non disponibile ...che gioia!
Le donne nei film urlano, sembrano possedute, io ho una soglia alta del dolore e solitamente soffro in silenzio...credo che mi abbiano sentito in tutto il piano.
Come sfogare il dolore? Risolto: Papi! Credo che sia piuttosto comune stringere le mani del dolce consorte....morderle forse no....bè insomma...mi dicono che l'ho fatto!
"Ahia, ahia, ahia" Ostetrica corre..."No, no, ho un crampo alla gamba, non riesco a muoverla" E ostetrica che mette il mio piede sulla spalla e con una mano tira il muscolo e con l'altra vede a che punto è la testa del cucciolo.
Dottore: "ora serve la ventosa"
Io:"no, è proprio necessario?"
Dottore: "non possiamo lasciarlo lì"
Ostetrica al Papi: " Vuole tagliare il cordone?"
Io: "No, se poi sbaglia? Non voglio" E Papi (con le mani morsicate e sanguinanti) taglia!
Dottore cuce, per più di un'ora...
Io: "basta la prego, lasciatemela così, va bene lo stesso"
Alla fine, in reparto, ostetrica. "Entro un'oretta sarebbe bene fare la pipì"
Io: "No no, non ne ho voglia"
Ostetrica: "allora se non riesci catetere "
Io: "Vado subito, da lì non deve passare più niente per un bel pò!"