venerdì 30 luglio 2010

SEI MESI

Auguri Campione!

Eri così scricciolo...

31/01/2010









Ed eccoti adesso
(in realtà un mesetto fà...)

26/06/2010

lunedì 19 luglio 2010

C'E' CHI STA PEGGIO

Ho un'unica zia, la sorella di mia mamma.
E' giovane, ha solo 51 anni ma da quando ne ha 27 è malata.
Sclerosi multipla
, nella versione lenta e progressiva.
Ho pochi ricordi di lei in forma.
Ha cominciato a zoppicare, poi si è servita del tutore, poi carrozzina. Ora anche il braccio sinistro comincia a dare segni di cedimento. Anche la vista è scarsa e la memoria ogni tanto sembra vacillare, soprattutto in merito al tempo che passa (forse perchè le sue giornate sono tutte ugualmente monotone così i giorni sembrano mesi e i mesi sembrano anni). Se viaggia sta male. Vive nel suo seminterrato vicino al lago ma non può nemmeno scendere a guardarlo. Per fortuna ha un buon marito, anche se poco presente per motivi di lavoro. Per fortuna vive nella stessa casa di suocera e cognata che, seppur coi loro limiti, la aiutano. Non ha figli, non sono arrivati. Ha perso la mamma improvvisamente a 12 anni (mia mamma ne aveva 18, è tornata a casa dopo una domenica con mio papà e ha trovato parato a lutto sulla porta di casa ...la nonna ne aveva 42...)
A 15 anni è rimasta sola con mio nonno (che, persa la moglie, si è sposato con la bottiglia) perchè mia mamma si è sposata ed è andata a vivere a una cinquantina di chilometri di distanza.
Venerdì telefona dicendo di non andare a trovarla nel week end perchè deve essere ricoverata per delle cure. Mia sorella le dice: "O zia mi dispiace, ce n'è sempre una".
La zia risponde: "Dai, c'è chi sta peggio"
...

lunedì 5 luglio 2010

COMPLEANNO

Il giorno 19 luglio, tra quindici giorni esatti, compio 3 anni.
Coosa?
Esatto, Tre anni.
Anno di nascita?
1975
Laurea?
Matematica
Ma come hai preso la laurea, con i punti del Dash?
No no, me la sono sudata!
Non ho sbagliato a far di conto. Considero il 19 luglio il mio secondo compleanno: è il compleanno della mia nuova vita, la vita senza betabloccante, la vita senza il cuore matto, la vita senza TPSV (tachicardia parossistica sopraventricolare).
Si tratta di un disturbo non così infrequente nei giovani, disturbo non grave ma molto fastidioso dovuto a dei fasci elettrici in più sul cuore, che causano tachicardia improvvisa.
Ne ho sofferto fin dall'adolescenza, nel mio curriculum ho due ricoveri in terapia intensiva e molte corse al pronto soccorso.
Una pastiglietta (il betabloccante appunto) mi aiutava a tenere a freno i battiti.
Si guarisce? L'unico modo è quello di far sparire quei benedetti fasci in più. Come? Attraverso la tecnica di ablazione transcatetere (un sondino viene inserito nella gamba e fatto arrivare al cuore attraverso l'arteria femorale, quindi viene provocata la tachicardia per trovare i famosi fasci che, una volta individuati, vengono "bruciati" attraverso onde e.m. in radio frequenza).
Capirai, ho impiegato 12 anni a decidermi.
Perchè ho deciso di sottopormi all'intervento? Il betabloccante non si può assumere in gravidanza (o perlomeno, è preferibile non assumerlo).
E così, con la paura di lasciarci le penne (il rischio è bassissimo ma), il 19 luglio 2007 mi sono messa nelle mani degli aritmologi e Zac, via i fasci!
Ed ora sto bene. Mi sento libera di fare un viaggio senza il timore che il cuore inizi a correre, libera di fare una corsa senza paura di innescare la tachicardia, libera di lasciarmi andare in ogni situazione e ad ogni emozione.
Latente c'è sempre il dubbio: succederà ancora? In gravidanza ho avuto un paio di episodi di tachicardia, ma era una tachicardia sinusale cioè di un'altro tipo.
Meglio non pensarci: ora mi godo la mia vita da non cardiopatica.
E il merito è tutto del Campione: se non fosse stato per la sola idea di lui, mi sarei tenuta i miei fasci in più.
GRAZIE

domenica 4 luglio 2010

SENTI CHI PARLA ( Ante Meridiem)

Azzurro, qui intorno è tutto azzurro. E' anche morbido e fa un rumore che mi piace tanto quando gratto con le mie unghiette.
Glu glu glu
Ops...
Glu glu glu
Dov'è la mia manina?
Prot prot
Ops...
La manina? Dov'è???
Glu glu glu
Ecco, finalmente, il mio pollice!
Ciups, ciups
Ho capito! Sono nella mia culla, è mattina e gnam gnam, ho tanta fame!
Sento una voce....Si! Che bello! E' la mia mamma che mi sta chiamando e mi guarda dall'alto. Smile, smile, smile!
Che bella che è la mia mamma, mi fà sempre tante coccole, è morbida e mi dà tanti bacini. Ora mi stiracchio, tiro le braccine, tendo e poi alzo le gambette e Prot prot
Ops...
Ecco che la mamma mi prende in braccio e si va sul fasciatoio.
Cambio, accidenti, che fresca l'acquetta! Arriva arriva...ops..pipì! Scusa mamma, non volevo. Ride, non sembra essersi arrabbiata, menomale.
Glu glu glu
Voglio il mio lattino!!!
E ora? Questo è il bavaglino...
Uè uè uè
Dove si va? Cucina, biberon e finalmente la pappa.
Ciups, ciups
Dieci minuti. No, è già finito? No ecco, ancora, ciups ciups, ma.... non esce niente?!?
Ho capito, è il ciuccio, la pappa è proprio finita. Va bè, sono sazio, posso accontentarmi.
La mamma mi porta sul divano, mi siede e mi mostra il mio libro del cucciolo (regalo dei bimbi in 3d) con le notizie fresche di giornata! Oggi il cagnolino ha rubato la palla del gattino. Ecco il bottone verde e "quante cose puoi contare, ogni giorno puoi imparare..."
Ma, sento un rumore...Chi è che fa casino? E' arrivata la nonna! Smile, smile, smile!
Che divertente che è la nonna, mi fa sempre tanti versetti. Ora sto un pò con lei intanto che la mamma si fà la doccia e altre cose che non ho ben capito.
Ecco, mi fà vedere un album.
Yeeee, Yeeee, Yeeee
Vocalizzi, la mamma dice che supero i 115 db, chissà cosa significa.
A proposito della mamma, eccola! Sempre più bella! Le gambette, perdo il controllo...si muovono tutte!
Ora chiacchierano, ho capito che parlano di me, tutti i giorni litigano per come vestirmi... e pensare che sto così bene nudo. Provo a dirglielo.
Yeee, Yeee, Yeeee
No, non capiscono niente. Mi lavano e mi vestono.
Che bello, si esce, passeggiata!
Fuori c'è Zeus, il mio amico cagnolone. E' un pò grosso ma mi fà sempre il solletico quando mi lecca i piedini.
Siamo in strada. Guardo un pò a destra, un pò sinistra, la mamma, la nonna, le piante, Yawn, una bici, Yawn, un cartello, Yawn, Yawn
Ronf, ronf.

P.S. Quello smile smile smile del mattino è meraviglioso! La mamma.

martedì 29 giugno 2010

SALA D'ATTESA

Primo anno d'università. Difficile sotto molti punti di vista: inizia la vita da pendolare, il corso di studi è complicato, il moroso comincia a lavorare di giorno e di notte e vedersi diventa un'impresa. Esistono i week end, menomale! Ma capita che si debba studiare, o che il moroso abbia un concerto lontano e papà Ulcy col cavolo che mi lasci andare...
Va bè, mi metto in sala d'attesa aspettando che si apra presto la porta dei tempi migliori.
Secondo anno d'università. Arriva la naia. Tre mesi di CAR a Fossano con un paio di licenze (giuramento più una fuga da me di cui tuttora la suocera non è a conoscenza). Poi in Fanfara a Milano, molto vicino. Peccato che nei week end la Fanfara sia impegnata in manifestazioni e vedersi risulti ugualmente complicato.
Ancora sala d'attesa. Intanto che aspetto studio: un pò matematica, un pò armonia e storia della musica. Così non mi annoio.
Finisce la naia, il moroso trova lavoro a Milano, gli orari diurni cominciano ad essere fissi e finalmente la porta sembra aprirsi. Ma servono soldi. Così il moroso comincia a far fruttare l'esperienza maturata durante la sua pausa univesitaria in un negozio di informatica. E di notte si aggiustano PC. E la porta si apre quasi solo il sabato sera. Ma spesso si è troppo stanchi per uscire e si finisce per collassare davanti alla TV. Oppure il moroso suona il suo amato rhythm and blues con fan club ulcy e amici al seguito (papà ulcy pian piano si è abituato all'idea che la figlia non è più una bambina). Siamo comunque più sereni e la sala d'attesa rimane vuota più spesso.
Poi arriva la Old swing big band e ci si vede per prove e concerti: è bello suonare insieme.
Poi arriva la laurea, e a seguire il mio lavoro: gavetta in giro per un pò di scuole, collaborazioni con l'università, esercitazioni all'università, lezioni in scuole di recupero anni scolastici, ripetizioni a gogò. E il moroso che cambia un pò di lavori, e gli orari di nuovo scombinati. E di nuovo la sala d'attesa.
Poi stabilità lavorativa per entrambi, acque diurne più calme ma niente da fare per quelle notturne...il moroso sempre incasinato tra prove, lavori, collaborazioni con studi ecc...
Poco male, la porta sta per aprirsi definitivamente: matrimonio!
Finalmente ci si vede di più: le serate sono ancora incasinate ma almeno si cena insieme, si dorme insieme, la domenica si sta insieme salvo concerti.
Non voglio essere una moglie che tarpa le ali al marito e lascio che continui a coltivare le sue passioni musicali, anche se mi costano un pò di serate in solitudine.
Certo che a volte è dura, capitano settimane in cui: lunedì prova in big (e ci si vede), martedi prova di sezione in big per me, mercoledì prova di sezione in big per lui, giovedì marito dall'amico Berny per preparare un congresso, venerdì dall'amico A per aggiustare il PC, sabato concerto....ormai la poltrona in sala d'attesa ha preso proprio bene la forma delle mie chiappe. Menomale che c'è la domenica.
Succede che arriva quache soldino in più. Il marito può finalmente portare a casa la macchina dei suoi sogni. E può dare sfogo alla sua passione sportiva. Ecco che la domenica mattina dei mesi invernali c'è Monza (se la pista non è bagnata) e nei mesi estivi i concerti si alternano ai raduni automobilistici. Finchè posso lo seguo ma personalmente considero l'automobile solo un mezzo di trasporto e a volte preferisco starmene a casa.
Nel frattempo entrambi spesso ci ritroviamo in un'altra sala d'attesa: siamo insieme ma un pò tristi perchè vorremmo essere in tre. La porta si spalanca nel maggio del 2009 e il 30 gennaio 2010 arriva il Campione.
La nascita di un figlio ti cambia la vita, e questa è un'ovvietà. Si cerca se possibile di mantenere le proprie passioni, faticosamente coltivate negli anni. Ho smesso di suonare. Probabilmente è ancora troppo piccolo, magari tra qualche tempo ricomincerò. Sto pensando di cambiare lavoro per stare più vicina a mio figlio (non cambiare scuola, cambiare proprio tipo di lavoro). Sono mie scelte, assolutamente personali e non influenzate da nessuno. Sbaglio? Forse, ma mi basta guardare il Campione per capire che per ora è giusto così.
Sono contenta che il Papi suoni ancora. E mi fa piacere vederlo rilassato dopo un domenica al raduno vista la sua settimana lavorativa massacrante.
Però ogni tanto capita la settimana in sala d'attesa. Ed è dura.
E mi spiacerebbe lasciare troppo tempo su quelle sedie anche il Campione.
Però il Papi nei momenti importanti non è mai mancato, e so che sarà così anche per il Campione.