venerdì 21 marzo 2014

Il Campioncino


Da 24 giorni il Campione ha il suo fratellino! Benvenuto Campioncino!


sabato 26 maggio 2012

NOI SI CRESCE (1)

Siamo già a fine maggio. Non faccio in tempo a girare la pagina del calendario (mensile) che è già finita. E gira che ti rigira, sono quattro mesi che non scrivo.
Nel frattempo da queste parti si cresce. Il Campione è diventato un ometto: due anni e quattro mesi, altezza circa 98cm e peso circa 16 kg: è un campione taglia EXTRA,  veste 3/4 anni, a volte anche 5.
Il suo vocabolario è ormai bello ricco e pronucia abbastanza bene molte parole. Per altre abbiamo ancora bisogno dell'interprete. Sentirlo parlare è fantastico. Adoro il suo "perchè": PEPECH. "Perchè hai buttato per terra i giochi?" "Pepech sono momello"
La sua passione sono le automobili. Conosce tutte le marche delle auto degli amici/familiari e adora guidarle (doveva proprio prendere dal Papi? Personalmente considerlo l'auto una scocciatura e la uso solo per estrema necessità). Quando si va dai nonni è d'obbligo fare il giro in garage "Ggaage", salire sulle Brum brum, e ....  toccare TUTTI i pulsantini, accendere le luci e le quattro frecce , aprile il baule ....
Sport divertente e privo di rischi: abbiamo sin provato l'ebrezza di pigiare il bottoncino "chiusura di sicurezza" non appena la zia ha messo il piede fuori dalla macchina e siamo rimasti chiusi dentro per un buon 20 minuti fintanto che una Ulcy in panico ha trovato le chiavi di scorta.
Ci piace contare: uno, due, tre,otto, nove, dieci! E il quattro, cinque, sei, sette dovo sono andati? A Gravedona.



Per ora mi fermo, a breve la seconda parte.

lunedì 30 gennaio 2012

DUE

Quanti anni hai? Due
Oggi è il tuo compleanno, quanti anni compi? Due
Ti piace tantissimo dire Due.
La tua espressione preferita è Tutt'e due. Ti piace molto pronunciarla e la infili in ogni contesto, tra l'altro con cognizione di causa. "Andiamo dalla nonna? Si, dai, tutt'e due.  Adesso prendiamo la medicina per la febbre. Si, tutt'e due. (e mi tocca darti anche lo sciroppo per la tosse) Devi fare la cacca? No, tutt'e due, pipì cacca".
Adori anche le parole composte: schiaccianoci, scavatrice, battitappeto, tachipirina.
Stai diventando un bel chiacchierone.
Stai diventando grande.
Sei il mio adorato ometto.
BUON COMPLEANNO AMORE MIO.

Mamma

sabato 24 dicembre 2011

BUCCE DI MANDARINO

Non mi piacciono i mandarini, o meglio, ne adoro il succo ma odio la pellicina.
Ricordo che all'asilo mi avevano costretto a mangiare un mandarino: ho tenuto in bocca il primo spicchio fino all'uscita; care vecchie suore.
Ma il profumo delle bucce di mandarino messe a bruciare sopra la vecchia stufa a legna della vecchia bottega della prozia Au., beh, fa proprio Natale. Quello vero, quello di Ulcy bambina che aspettava i regali sotto l'albero e scriveva la letterina a Gesù Bambino, quello in cui Ulcy passava la giornata a giocare e sognare con la sorellina, quello dei dolci e delle coccole, quello spensierato dell'infanzia.
Ora il Natale ha un sapore diverso. La magia dei doni è diventata lo stress per i regali da fare, cosa regalare?, quanta gente, odio i centri commerciali, non c'è parcheggio, non ho tempo e il pranzo da preparare, e chi invitare, e gli inevitabili sapori e dissapori delle cene di famiglia.
Poi eccolo: nell'aria sento il profumo, quello strano magico profumo di bucce di mandarino sulla stufa. 
Eccomi nella vecchia bottega: sento la magia, sarà ancora Natale.
Allora vorrò la neve, la messa di Mezzanotte, le guance fredde a scaldarsi con il vin brulè, le luci dell'albero. Ci sarà la luce negli occhietti del Campione per doni sotto l'Albero, ci sarà il dolce pianto della nuova arrivata, la nipotina Memma, ci saranno tutte le persone a cui voglio bene. E dimenticherò lo stress, i dissapori e vorrò solo godermi quanto di più prezioso ho nella vita: la mia famiglia.



Auguri a tutti!

Ulcy

lunedì 12 settembre 2011

GIUSTO UN PAIO DI PROMEMORIA

La zia Bibi ha i piedi gonfi. Diciamo pure che ha due salami al posto dei piedi, stile Fred Flisnston.
Stasera nella sua cucina si rideva tra sorelle "Guarda che piedi", "Tu non li avevi così al settimo mese?", "Sembri la nonna"  e si confrontavano i piedi.
Il Campione si siede per terra "No amore, è sporco, le cagnette sono in giro" Niente da fare, toglie le ciabatte e avvicina i suoi dolci piedini cicciotti tutti sudati a quelli della zia Bibi!
La zia Bibi ha anche le Tettone in questo periodo. Il Campione saluta sempre la cuginetta nella pancia: si avvicina, regala un bacetto e ogni volta, tutto felice e contento, tocca in alto e dice Tette!!!!
Mi sa che ha proprio preso dal suo papà. Mentre però il suo papà è disordinato, il Campione è preciso in modo maniacale (al mare allineava le infradito dei vicini d'ombrellone sotto la sdraio). Ogni oggetto ha il suo posto e se lo vede da un'altra parte, e non è stato lui a spostarlo, si incavola, dice "Papà, ma ohhh", come gli ha insegnato a fare la mamma, e lo rimette in ordine.

Consiglio per la zia Bibi

mercoledì 29 giugno 2011

mercoledì 4 maggio 2011

IO COME MAMMA

Eccoci quasi alla mia seconda "Festa della Mamma". 
Sono mamma da quindici mesi e mi fà ancora effetto. 
E' strano e nello stesso tempo straordinariamente bello sentirsi chiamare "Mmamma".
Come sono come mamma?
Il mio essere mamma sta tutto nella parola stessa: MAMMA.

M come Mettere mio figlio al primo posto nella mia vita
A come Accudire il mio bambino quotidianamente con dedizione, fatica, amore
M come Modificare il mio lavoro per stare più vicino al mio cucciolo
M come Mostrarmi a lui senza maschere cercando di essere un buon esempio
A come Amarlo immensamente




Questo post partecipa al giveaway di MammaMoglieDonna

martedì 3 maggio 2011

ATTIMI DA RICORDARE

La Micia. Si chiama Bimba, vive per lo più in lavatoio, ha le zampette rosa nuovissime, chilometri zero. Oggi voleva dormire beata sulla coperta sopra la panca della legna accanto al camino. Il Campione la voleva sul tappeto per strusciare i piedini col suo muso. In piedi appoggiato alla panca mi prendeva la mano, la avvicinava alla gatta e la portava per terra sul tappeto.
"Amore, la Bimba vuole fare la nanna, non vuole venire sul tappeto, lasciala stare"" "Mamma, gno". Grugnito.
La scenetta si è ripetuta identica per circa dieci minuti...

Lavare il musino. Il Campione in piedi sulla panchetta ikea, traballante, davanti al lavabo, io seduta sulla panchetta ikea, traballante, a sorreggerlo per lavargli manine e musino. A quindici mesi ha una memoria di ferro. Ricorda perfettamente tutto quello che vede, e tutto quello che provo a spiegargli. Sto per lavargli il muso quando si gira verso i miei capelli e cerca di prendere qualcosa. "Cosa vuoi amore?". Indica la molletta.  
E' vero, è un maschietto, non dovrei mettergli le mollette, ma ha i capelli un pò lunghi e per lavargli la fronte qualche giorno fà mi è sembrato comodo e divertente tirare indietro i capelli fissandoli con la mia molletta.
Così, anche stasera, molletta, mega sorrisone del Campione, lavaggio musetto, e Campione che prima dell'asciugatura si toglie la molletta e la riporta verso i miei capelli.

Chi? Dove? Come? Quando?
"Amore, chi ti ha insegnato a masticare?" Gnonno"
"Amore, chi ti ha insegnato a scrivere?" "Gnonno"
"Amore, dove andiamo adesso?" Gnonna"
"Amore, dov'è andato il papà?"" Bruum"
"Amore, dov'è andata la nonna bis?" "Pepì"  (a fare pipì).
"Amore, ti dai una grattitina?" E si gratta il petto con entrambe le manine.
"Amore, come fà il cavallo?" E segue imitazione del rumore degli zoccoli.
"Amore, e il cioccolato?" "Gnam gnam".
In bagno, dopo un cambio di pannolino: "Amore, ma chi ha fatto tutta questa puzza?""Mamma". ?!?!?!

sabato 30 aprile 2011

FUORI TEMPO MASSIMO

A volte basta poco. Oggi ho avuto la sensazione di perdere l'equilibrio, quell'equilibrio lavorativo faticosamente raggiunto in diversi mesi.
E' arrivata una mail: Gentile Utente, si è resa disponibile presso la nostra scuola MIPSxxxxx un supplenza con le seguenti caratteristiche: sede di servizio Liceo scientifico Statale XXXX, città XXXX, orari XXXX, ecc...
Ricevo convocazioni per supplenze brevi e/o lunghe praticamente ogni settimana e non mi fanno nè caldo nè freddo. Oggi è stato diverso. Non ricordo di aver mai ricevuto, in dieci anni di insegnamento, una convocazione dal Liceo XXXX, il mio Liceo. In quelle aule sono cresciuta, come studente e come persona, ho incontrato insegnanti carismatici e preparati che hanno influenzato il mio sentire, ho conosciuto la mia più cara amica, ho inziato ad amare la matematica e le scienze. Sui quei banchi ho sudato sette camicie, ho lavorato tanto, mi sono arrabbiata, ho gioito dei piccoli ma per me grandi successi scolastici. In quel Liceo sono "diventata grande". E, da prof, quante volte ho sognato di entrare in quelle aule e sedere dall'altra parte della cattedra. Oggi l'opportunità è arrivata. Ma ho preso un impegno con la mia famiglia: in ufficio è un periodo di scadenze e non posso sottrarre ore alle già poche ore in cui sono presente. Non posso chiedere a mia madre un impegno maggiore con il bimbo per fare entrambi i lavori. Ho fatto una scelta che mi ha dato la possibilità di stare  tutti i pomeriggi con il mio cucciolo, di vederlo diventare un ometto, fare i suoi primi passettini, dire le sue prime paroline . Non posso tornare indietro. Non adesso. Non è il momento. Sono fuori tempo massimo per quella supplenza. E va bene così.  
Chissà perchè oggi mi lacrimano gli occhi.  Sarà un pò d'allergia.

domenica 30 gennaio 2011

UN ANNO

Auguri amore mio!
Buon primo compleanno!

sabato 25 dicembre 2010

giovedì 23 dicembre 2010

CIAO SIMBA

Ciao piccolo Simba










oggi hai raggiunto il tuo amico Reciu
Spero che possiate divertirvi nel Paradiso dei Gatti.
Ulcy

lunedì 29 novembre 2010

TANTO ZUCCHERO

Amore mio! Ma quanto sei cresciuto?!?!
Domani siamo a dieci mesi.
Sei uno gnometto cicciottone, tutto da mangiare, soprattutto le guanciotte.
E poi sei simpatico, sorridi sempre, e sei una favola quando ci regali le tue meravigliose risate a crepapelle.
Ci divertiamo tantissimo a farti il solletico sulle cosciotte (uguale a tua mamma, sigh), a morsicarti l'alluce e a mordicchiarti sotto il mento perchè scatta automatica la risatona!
Ogni giorno fai una nuova scoperta: ormai stai seduto benissimo, rotoli alla grande alla ricerca dei giochini, e con un piccolo aiutino riesci a metterti seduto da sdraiato. Non gattoni ancora, o meglio, hai elaborato un tuo personalissimo stile di gattonamento: alzi il culone e le braccia, ma non contemporaneamente, e per spostarti in avanti metti la mano destra in bocca, tiri una testata al tappetone e spingi in avanti il culone. Sei buffissimo. Credo che sia anche faticoso per te spostare i tuoi quasi undici chili!
Non vedi l'ora di camminare: nel lettino ti alzi aggrappandoti alle sbarre e adori stare in piedi.
E vogliamo parlare del vocabolario? Mamma, ba ba, bua bua, gu gu, ti ti, yheaaa, pua pua, eh, e tanto altro ancora. Ma il pezzo forte sono le pernacchie!!
Adori i telefoni: appena individui un cellulare o un cordless diventi matto, bisogna dartelo. Ed è del tutto inutile offrirti un vecchio telefono senza sim: se non vedi che si illumina non ti interessa.
Non fai in tempo a sederti sul divano con la mamma che già sei alla ricerca del telecomando: lo prendi e lo punti verso il televisore schiacciando tasti a caso.... e se per caso la tv non si accende ti lamenti con qualche grugnito.
Hai anche imparato a dare la pappa alla mamma, soprattutto i grissini; e se è vero che un grissino tira l'altro, potresti aspettare che la mamma finisca un grissino prima di buttarle in bocca l'altro? E poi, cucciolo mio, la carta non è buona da mangiare.
Ti piacciono le coccole, e piacciono tantissimo anche alla mamma e al papà. E' bellissimo tenerti in braccio e sbaciucchiarti tutto.
Una cortesia: cerca di non tirare troppo i capelli, soprattutto al papà, ne ha giusto due...
E la paperella? Dov'è la paperella? Appena entri nella vasca per il bagnetto la cerchi e ti diverti da matti. Adori l'acqua e non ti lamenti nemmeno se ti và negli occhi. Ti piace un sacco anche il phon.
Sei una favola.
E ogni giorno diventi più bello .

domenica 28 novembre 2010

QUANDO L'ORDINARIO DIVENTA STRAORDINARIO

Una vita decisamente ordinaria la mia. 
Famiglia felice, infanzia serena e adolescenza non particolarmente problematica.
Buon rapporto coi genitori e la sorella.
Pochi grilli per la testa, costante dedizione allo studio prima e al lavoro poi.
Nessuna delusione amorosa, matrimonio con il fidanzato storico, bellissimo figlio tanto desiderato.
Una storia come tante, non accattivante, non da farci un film o da scriverci un libro. Semplicemente una vita ordinaria, a tratti anche un pò noiosa.
Forse.
Un dipinto ti può piacere o non piacere. 
Dipende dai gusti ma anche da come lo guardi. 
Da lontano e di sfuggita può sembrarti banale, ordinario, uguale a tanti altri. 
Se ti avvicini e lo guardi con attenzione, potrebbe succederti di coglierne ogni dettaglio, ogni colore, ogni sfumatura, e di riuscire persino ad emozionarti.
Ed ecco che l'ordinario diventa straordinario.
Non importa che il dipinto diventi o meno un'opera d'arte, non contano popolarità e fama. 
Un sorriso del mio bimbo, un bacio di mio marito, una risata con mia sorella, una carezza di mia mamma, veder la neve, fare l'albero di Natale e tanti altri piccoli e ordinari dettagli trasformano la mia vita in qualcosa di assolutamente straordinario.

mercoledì 24 novembre 2010

L'INIZIO DEL FILM

Ulcy e Papi, Varazze, estate 1992.
Stavo guardando vecchie foto caricate sul PC e sono incappata in questo reperto archeologico. Ovviamente non si tratta di una foto digitale ma di una foto digitale fatta al quadretto appeso nella mia vecchia cameretta in casa dei miei. 
A parte l'orizzonte storto che mi turba ...beh... che bei ricordi!
Ma la cosa più bella è che siamo ancora qui, ancora noi due, meno spensierati ma felici come nella foto. E con un gran valore aggiunto che si chiama Campione.
Mi sento molto fortunata.

martedì 23 novembre 2010

NUOVO LOOK

Eccomi con un nuovo look.
Dopo un periodo di fiacca mi è venuta voglia di cambiare.
Così ho rinnovato un pò l'aspetto e ho aggiunto una nuova pagina con l'intento di raccontare espisodi buffi del mio quotidiano, vecchio e nuovo, e di aggiornarla di tanto in tanto.
Ho in mente anche di aggiungere altre pagine che per ora sono solo un'idea nella mia testa che spero di riuscire a concretizzare.

giovedì 18 novembre 2010

NO KIDS

Ho letto questo articolo.
Solo due brevi riflessioni.
Per carattere cerco sempre di ascoltare il pensiero degli altri senza giudicare e sforzandomi di comprenderne le motivazioni anche quando lontane dal mio sentire

I bambini fanno rumore, urlano, corrono. I bambini possono dare fastidio. A volte l'adulto stanco vuole solo un pò di tranquillità.
Nella mia vita da pendolare, dopo una giornata accanto ad adolescenti ormonalmente instabili, tremavo quando vedevo salire una scolaresca di cuccioli e cercavo di cambiare carrozza. Poi però mi intenerivo nel vederli prendere posto, sedersi in cinque o sei sul sedile da tre e mi perdevo dietro ai loro fantasmagorici ragionamenti.

D'altra parte gli adulti non disturbano mai. Nei ristoranti tengono spenti i cellulari, o comunque usano il silenzioso e si allontanano per telefonare, sui treni e sugli aerei leggono e chiacchierano educatamente a voce bassa, non sbraitano o ridono in maniera smodata, negli alberghi rispettano le ore dell'altrui riposo, negli ospedali sono attenti a non disturbare il vicino di letto dell'amico/parente ricoverato.

E' più facile vietare che spiegare a un bambino quale sia il modo corretto di comportarsi. Un bel divieto e tutto si aggiusta. Tanto i bambini sono di gomma. Se si fanno male poi passa subito.
Allora perchè mi fa ancora male?

Avevo sette anni, la mia sorellina di tre anni e mezzo era ricoverata da qualche giorno per un problema che non capivo bene, la mamma era con lei, ero un pò spaventata anche se il papà e la nonna mi tranquillizzavano. Finalmente posso vederle, la piccola sta meglio. Vado in ospedale con il papà e la zia.
"Devi fare la brava, non si può parlare forte e correre in ospedale, mi raccomando". "Va bene papà".
Arriviamo in portineria.
"Quanti anni ha la bambina? Sette? No no, fino a dieci non possono entrare."
Sono rimasta in portineria con la zia.
Non ho pianto perchè dovevo essere forte, il papà era già preoccupato per la sorellina...ricordo ancora adesso il grande senso di vuoto e inadeguatezza che ho provato, era come se avessi qualcosa di sbagliato. "Ma perchè? Cosa faccio di male? Non corro, giuro, non urlo, lo so che devo fare la brava. Voglio solo vedere la mia mamma e la mia sorellina".

I bambini, tra le altre cose, sono pefettamente in grado di capire.




mercoledì 3 novembre 2010

ALTRO DI ME

Oh ops...presa! Il lancio della palla dalla mia amica Oh mamma è stato parato con successo. Eccomi:


1) Quando le maestre, le prof e i parenti domandavano "E tu, cosa vorresti fare da grande?" cosa rispondevate? Cosa avete sognato più e più volte di fare? Quanti mestieri? Quanti sogni?
In ordine cronologico: la suora missionaria (prima di conoscere il Papi), il medico, il commercialista, la giornalista, la ricercatrice unversitaria, la cantante, la prof.... e in ogni tempo e in ogni luogo la Mamma.

2)Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli? Con quali giochi vi divertivate?
Candy candy, , Creamy ....che cartoni sdolcinati,mi rendo conto solo ora. Mi sa che sono quelli che mi hanno rovinato...hi hi. A mia discolpa però devo dire che mi piacevano molto anche Occhi di gatto e Pollon.
E giocavo molto con mia sorella alle Barbie.


3)Indicate il vostro compleanno più bello e perché.
Non ho mai amato molto i compleanni, forse perchè mi intimidisco molto quando sono al centro dell'attenzione. Bella la festa dei 18 anni, per tanti motivi: le coccole col Papi sull'amaca, i regali ricevuti dai miei più cari amici, di cui uno riscoperto proprio qualche giorno fà, il fatto di diventare Grande...

4) Quali sono le cose che volevate fare e non avete ancora fatto?
Anch'io come Oh mamma avrei voluto scrivere un romanzo. Mi piacerebbe visitare New York, partecipare come volontaria ad una missione in Africa per qualche tempo, imparare a ballare bene bene bene, cantare/suonare da solista davanti a un pubblico molto numeroso (tipo a San siro)


5) Ai tempi quale fu la vostra prima passione sportiva e non?
Sicuramente la musica....sport, non mi ha mai appassionato molto, diciamo nuoto e karate (sono arrivata fino alla cintura arancione, wow)

6) La cosa più bella chiesta da piccini a Babbo Natale.
La sorellina

7) Il vostro primo idolo musicale.
Cristina D'Avena...hi hi. Eros Ramazzotti (ora mi annoia), Bon jovi, Aerosmith.


Rilancio la palla a chiunque voglia raccontarsi un pò!

mercoledì 20 ottobre 2010

CINQUE ANNI

Auguri mamma e papà!!!!
Buon Anniversario!
Il vostro Campione

lunedì 18 ottobre 2010

SULL'ONDA DEI RICORDI

Grembiule a quadrettoni rosso e bianco che avvolge la mia mamma e il suo bel pancione. La mamma pulisce il balcone.

Quando aiiva la soellina?”

Presto, presto.”

Era l'anno 1978, non si usavano ancora le ecografie, il sesso dei bambini si scopriva con il parto.

Ma io lo sapevo.


19 ottobre 1978

Drin, Driin Driin....”

Ponto?! Chi è?”

Un'altra femmina”

Nonna, un'alta femmina”

Ohhhh, passamelo, passamelo”

Io lo sapevo. Lo volevo con tutta me stessa. Una sorellina.


Adesso ero la sorella maggiore.

C'era questo scricciolino piccolo piccolo di cui mi dovevo occupare insieme alla mamma.

Per cominciare, operazione eliminazione ciuccio, poco adatto ad una sorella maggiore: lancio del ciuccio dal balcone.

E poi farla giocare, proteggerla, farla sentire bene.

Inventarsi storie di folletti che ci avrebbero portato in un mondo fatato, e mostrarle i folletti con le ombre cinesi. E crescere insieme a lei, senza più sentirsi sola.

E scoprire presto che Babbo Natale non esiste (grazie alla cara vicina) ma, responsabilmente, farle credere nella magia del Natale compartecipando con la mamma alla scelta e alla mimetizzazione dei regali.

E stare bene con lei. E vederla diventare grande. Grande ma sempre piccola, sempre la mia sorellina. E diventare adulte, complici, amiche. Ma sentire sempre il ruolo della sorella maggiore con la mission di farla stare bene. E sentirsi bene nel vederla sorridere, con quel sorriso bellissimo che tanto somiglia a quello del mio cucciolo, e con quelle risate da non riuscire a fermarsi. E sentirsi morire nel vederla stare male, con gli occhi spenti e il viso tirato.

E sentirsi impotente. A poco servono storie di folletti e mondi incantati.

E serve a poco ricordarle di guardarsi indietro e vedere tutto quello che ha fatto, dalla laurea a pieni voti alla estrema professionalità nel lavoro, dalla generosità nelle amicizie alla capacità di regalare sempre un sorriso a chiunque, tranne a sé stessa. Pretendere, solo pretendere da sé stessa. Non accettare un errore, una piccola sbavatura in qualsiasi ambito, dal lavoro, alla gestione della casa, ai rapporti familiari e d'amicizia. La perfezione o niente. E permettere a chiunque di farla sentire sempre un gradino sotto. E stimarsi poco. E accumulare tensioni, ansie. E non sentirsi felici. E veder tutto nero e non apprezzare più tutte le cose preziose che la circondano.Non le vede ma ci sono. Io lo so.

Il lavoro più difficile è la ricerca della felicità. Ma guai a rinunciarvi. Queste parole mi aiutano a spiegarlo. “

Auguri di buon compleanno sorellina.

Ti voglio bene. Immensamente.